Dovrà attendere quasi tre anni per sottoporsi a una risonanza magnetica al cervello e al tronco encefalico. È quanto accaduto a Rosa Toto, 90 anni, alla quale l’ospedale San Nicola Pellegrino di Trani ha assegnato un appuntamento per settembre 2029.
La donna soffre da tempo di frequenti vuoti di memoria e declino cognitivo. Sintomi che, secondo il fratello Franco, che la assiste, potrebbero essere riconducibili a una forma di demenza senile e richiederebbero quindi accertamenti in tempi molto più rapidi.
A rendere il caso ancora più significativo è la prescrizione del medico di famiglia: sulla richiesta di risonanza è indicata infatti la priorità B, cioè “breve”. Nonostante questo, al momento della prenotazione la prima disponibilità sarebbe stata fissata a tre anni di distanza.
Dall’ospedale, riferisce il fratello, sarebbe arrivato il suggerimento di ripresentarsi nei prossimi giorni nella speranza che si liberi qualche posto. Una soluzione che la famiglia considera però insufficiente davanti alla necessità di ottenere una diagnosi in tempi compatibili con le condizioni della donna.
Difficile anche rivolgersi alla sanità privata. La pensione della 90enne, spiega il fratello, viene assorbita quasi interamente dall’affitto dell’abitazione e un esame privatamente avrebbe un costo di circa 200 euro, cifra che la famiglia sostiene di non poter affrontare.
Per il momento non sono stati verificati eventuali posti disponibili in altri presidi, ma se la situazione non dovesse cambiare la famiglia annuncia di voler rivolgersi al Tribunale per i Diritti del Malato.