Due coniugi dell’Est Europa sono stati arrestati in flagranza dalla Guardia di finanza a Stornarella, nel Foggiano, con l’accusa di trattenere parte dello stipendio di alcuni braccianti agricoli e di pretendere ulteriori somme per vitto, alloggio e trasporto.
I militari li avrebbero colti mentre incassavano 100 euro come acconto di una cifra più alta richiesta come presunto rimborso spese. L’indagine, coordinata dalla Procura, è partita dalla denuncia di un lavoratore che avrebbe segnalato prelievi ingiustificati sullo stipendio e pagamenti mensili imposti per i servizi di ospitalità e trasporto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il datore di lavoro avrebbe corrisposto una parte della retribuzione direttamente al bracciante, mentre un’altra quota sarebbe transitata su una carta nella disponibilità dei coniugi, che avrebbero trattenuto una percentuale. Le richieste, col tempo, sarebbero diventate sempre più insistenti e in alcuni casi accompagnate da episodi di violenza fisica.
Gli approfondimenti successivi avrebbero inoltre accertato la disponibilità, da parte dei due arrestati, di un immobile utilizzato come alloggio di fortuna, in condizioni igienico-sanitarie precarie, dove sarebbero stati ospitati diversi lavoratori impiegati nelle campagne della zona.
In una nota, la Guardia di finanza riferisce che l’intervento ha permesso di interrompere la pressione estorsiva, regolarizzare i pagamenti e recuperare retribuzioni non percepite, oltre allo sgombero dell’immobile ritenuto privo dei requisiti di salubrità e abitabilità.