Tutte le province pugliesi rientrano nel 2026 tra le aree considerate ad alto rischio per la trasmissione del virus West Nile. È una delle notizie che apre la mattinata del 9 agosto sul fronte sanitario regionale e che richiama l’attenzione soprattutto nel pieno della stagione estiva, quando temperature elevate e presenza di zanzare aumentano le occasioni di esposizione. La classificazione, tuttavia, non significa che in ogni provincia sia in corso un focolaio: indica piuttosto che la circolazione attuale o registrata negli ultimi anni rende necessario mantenere un sistema di controllo particolarmente attento. La West Nile viene trasmessa soprattutto dalle zanzare del genere Culex, all’interno di un ciclo che coinvolge principalmente insetti e uccelli. Nella grande maggioranza delle persone infettate non compaiono sintomi; in una quota più ridotta possono manifestarsi febbre, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza, mentre le complicazioni neurologiche sono rare ma potenzialmente serie, soprattutto negli anziani e nelle persone fragili. Il piano pugliese punta su una sorveglianza integrata di esseri umani, animali e territorio, secondo l’approccio “One Health”. Per i cittadini le indicazioni restano semplici: ridurre i ristagni d’acqua, utilizzare repellenti quando necessario, installare zanzariere e proteggere maggiormente le persone vulnerabili. L’obiettivo delle autorità sanitarie è quindi prevenire senza creare allarmismi, aumentando la capacità di individuare rapidamente eventuali casi o segnali di circolazione virale.