Enel Brindisi, il segreto vincente è un roster double-face

E’ la versatilità, la vera arma in più della New Basket Brindisi.Una squadra che può permettersi di schierare diversi giocatori in più posizioni, che può adattarsi a diverse situazioni tattiche, una squadra capace di modificare il proprio assetto a seconda di quello che succede in campo senza alcun problema, potrà essere un fattore decisivo per il cammino dell’Enel Brindisi. In queste prime tre gare di campionato, è questa l’interessante novità mostrata dalla squadra di Piero Bucchi.

Il coach brindisino ha variato spesso gli uomini in campo, costringendo in parecchie occasioni gli allenatori avversari ad adeguarsi alle scelte della panchina biancoazzurra. Andando ad analizzare il roster e quello che il campo ha detto sino a questo punto, da Dyson a Campbell, passando per Lewis, Todic, James, sino ad arrivare a Formenti e perché no, anche Bulleri ed Aminu ( nato e cresciuto come ala grande al college). Tutti, hanno ricoperto due se non tre, o addirittura quattro ruoli sul parquet. Una volta si chiamava doppio ruolo, ora l’influenza delle lingue straniere, fa si che venga usato il termine “combo”. Tanti giocatori “combo” per una “combo” squadra. Strada affascinante quindi, quella intrapresa da Bucchi e dal General Manager Giuliani in estate, consapevoli di costruire la squadra in questo modo appositamente, con grande intuito, scommettendo su questa caratteristica. Numeri quattro che escono sul perimetro per tirare da tre punti e piccoli che vanno a giocare in post basso.

Niente punti di rifermento in attacco, molti vantaggi nelle fase difensiva. Tutto ormai è in evoluzione e anche questo bel gioco sta subendo una trasformazione profonda. Anche nel calcio ad esempio, il finto centravanti, usato inizialmente da una squadra spagnola, sta prendendo sempre più piede, sempre per i motivi di cui sopra,creare sempre più vantaggi e non dare punti di riferimento agli avversari. E’ la versatilità la nuova caratteristica dei giocatori della nuova era, sopratutto nella pallacanestro. E questo il general manager della New Basket lo sa bene:” Ormai nel basket non ci sono più ruoli definiti – dichiara Giuliani- possiamo parlare di cinque giocatori che vanno in campo e sono quasi tutti interscambiabili. Quando abbiamo costruito la squadra volevamo questo tipo di situazione. Posso citare un giocatore come Folarin Campbell, che domenica scorsa ha ricoperto quattro ruoli e si è visto in quasi tutte le zone del campo. Anche Lewis non è da meno, si adatta facilmente e bene. Stesso discorso per Dyson, può giocare tranquillamente in tre posizioni.” L’ago della bilancia probabilmente è un altro e cioè DelRoy James, un numero quattro di quelli atipici molto in voga in questo periodo.

Con Milano e Roma, ha fatto impazzire i pivot avversari costringendo i rispettivi coach a rivedere spesso le loro scelte. Contro Cremona, ha fatto ammattire prima Spralja e poi Kalve, chiudendo con undici punti e dieci rimbalzi oltre al gran mal di testa dei pivot in maglia Vanoli. In qualche occasione, si è visto un D-James addirittuta condurre il contropiede in palleggio dopo un rimbalzo difensivo: “Questo mi auguro di vederlo sempre meno – scherza Giuliani – non vorrei arabbiarmi di nuovo. DelRoy ha grossi margini di miglioramento, sapevamo bene che tipo di giocatore fosse. Deve prendere più coraggio, lui ha un ottimo tiro da tre punti e deve sfruttarlo, oltre a dover insistere nel giocare meglio l’uno contro uno”. Come dire, ora questi fondamentali, sono indispensabili per un numero quattro. Il numero quattro del futuro, quello della “combo” squadra.

Fabrizio Campagnoli

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