Basket, fair play: le regole da non dimenticare

Partita Under 14 in un centro della Brianza (per fortuna le cose strane non avvengono solo in Puglia!): al termine della gara, vinta dagli ospiti per una manciata di punti, mentre i ragazzi si apprestano a scambiarsi il tradizionale saluto, il Presidente della squadra di casa scende in campo ed impone ai suoi di fare immediato rientro negli spogliatoi senza salutare avversari ed arbitri rei, a suo dire, di aver scippato una vittoria – peraltro insignificante ai fini della classifica – alla sua squadra. Agli sbigottiti ospiti non resta altro che dirigersi al centro del campo per il grido di gruppo: apriti cielo! Il gesto viene interpretato non già come una abituale consuetudine, ma come una aperta provocazione; e giù fischi, improperi e coloriti apprezzamenti da parte del pubblico, in massima parte genitori dei giovani atleti in campo. “Avremmo preferito perderla, questa partita – è il commento di un 13enne ospite – che essere trattati in questo modo!”.
E’ solo un episodio, ovviamente, come tanti ne succedono purtroppo sui campi della penisola; ma è sintomatico di una cultura sportiva che stenta a decollare e che, molto spesso, non viene aiutata, indirizzata, sollecitata, proprio da quegli interpreti che ne dovrebbero essere i promotori (dirigenti in primis, ma anche tecnici e genitori). Bene ha fatto la Federazione ad istituire e realizzare il “Progetto di Formazione Permanente per Dirigenti di Società”, un interessante corso online reso obbligatorio per almeno un tesserato di ogni società affiliata, con il quale si è inteso supportare il dirigente societario in tutte quelle che sono le sue funzioni istituzionali. Non escluso l’insegnamento del fair play soprattutto nelle fasce giovanili. Ma qualche altra iniziativa promozionale non sarebbe male: tipo l’istituzione del Premio Fair Play in tutti i campionati giovanili o la Borsa di studio “Fair Play” per l’atleta resosi protagonista del gesto più significativo o qualche Convegno sul tema.
Non ci dispiace, allora, ricordare ai nostri lettori la “Carta del Fair Play” – varata nel 1975 dal C.I.F.P. (Comitato Internazionale Fair Play) – un vero e proprio decalogo a cui dovrebbe ispirarsi chiunque si accosti a qualunque titolo allo Sport:
1. Fare di ogni incontro sportivo, poco importa la posta in palio e la rilevanza dell’avvenimento, un momento privilegiato, una sorta di festa.
2. Conformarmi alle regole ed allo spirito dello sport praticato.
3. Rispettare i miei avversari coe me stesso.
4. Accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi, sapendo che come me hanno diritto all’errore, ma fanno di tutto per non commetterlo:
5. Evitare la cattiveria e le aggressioni nei miei atti, parole o scritti.
6. Non usare artefici o inganni per ottenere il successo.
7. Essere degno nella vittoria, come nella sconfitta.
8. Aiutare ognuno, con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione.
9. Soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita è in pericolo.
10. Essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi qui affermati.
Magari otterremo di non doverci amareggiare – come quel 13enne brianzolo – per una vittoria ottenuta sul campo.

Basket femminile

“Che domenica bestiale…”, cantava qualche anno fa Fabio Concato: è quello che ha regalato al basket femminile brindisino questa prima domenica di maggio. Nella mattinata la formazione Under 18 del Volorosa Brindisi ha abbandonato il sogno di accedere alla fase nazionale a gironi, punita unicamente da una classifica avulsa (tre squadre a pari punti, con due vittorie a testa) che ha privilegiato il Cus Cagliari. Le ragazze di coach Annarita Pagliara sono giunte all’appuntamento più importante letteralmente senza energie, stremate da due autentiche battaglie nelle 48 ore precedenti. Ma nessuna amarezza nel team della presidente Giovanna Materdomini che sottolinea come “torniamo a casa orgogliosi di queste meravigliose ragazze che hanno portato alto il nome della nostra città; da martedi ritorniamo in palestra per preparare altri impegni (Interzona Under 16, Finale Nazionale Under 13 “Join the Game” e le Final Four Regionali Under 14 e Under 13) che ne siamo certi ci regaleranno altre soddisfazioni”.
Non è andata meglio in serata al Basket Tre Erre Brindisi che, impegnata in gara 2 delle semifinali playoff promozione in A/2, ha dovuto cedere il passo alle padrone di casa della Pall. Firenze dopo una gara generosa condotta sempre punto a punto con le più dotate (fisicamente) avversarie. Partita con il solo intento di far crescere le tante giovani in squadra, la banda guidata da Giovanni Rubino ha avuto una stagione esaltante, vincendo il girone regionale e lottando con determinazione fino al fischio dell’ultima sirena. Su questa base forse, ora, è giunto il momento di coagulare tutte le forze esistenti in città per la composizione di una squadra che sappia riportare la pallacanestro femminile brindisina nel posto che merita.