Tennis, l’appello da Ostuni a Emiliano: “Si autorizzi a giocare anche le categorie inferiori”

Ill.mo Presidente Dott. Michele Emiliano,
sono Cosimo Suma e Le scrivo nella veste di Presidente del Circolo Tennis di Ostuni, fiducioso che Lei possa prendere in considerazione il mio pensiero che, credo, rappresenti quello di tanti altri miei “colleghi” nella Regione.
Nell’ultimo D.P.C.M., datato 26 aprile 2020, il Presidente Conte, nel consentire la ripresa degli sport individuali, perché ritenuti più sicuri rispetto al rischio di diffusione da COVID-19, ha, tuttavia, mantenuto sospese le attività dei centri sportivi, dando la possibilità, a partire dal 4 maggio p. v., soltanto agli atleti fino alla seconda categoria di riprendere gli allenamenti.
Posto che l’attività tennistica viene prevalentemente svolta all’interno di centri sportivi affiliati a Federtennis e Coni con l’ausilio di personale tecnico qualificato, rimarcato che proprio il tennis, secondo uno studio del Politecnico di Torino, commissionato dal Coni ed inviato al Ministro Spadafora, risulta lo Sport che dà maggiori garanzie di sicurezza per la salvaguardia della salute pubblica, risulta allora evidente come tutti gli atleti tesserati, con classifica inferiore alla seconda categoria, vengano di fatto discriminati, vedendosi negata immotivatamente la possibilità di svolgere, nelle medesime condizioni, l’attività.
Al riguardo è interessante sottolineare che gli atleti di 1^ e 2^ categoria, autorizzati dal 4 maggio ad allenarsi, sono principalmente concentrati nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che hanno registrato, nel corso della pandemia, il maggior numero di contagi. Ed ancora più paradossale appare la situazione se si tien conto che in Puglia aggiungendo tutti i 3^ categoria non si raggiungerebbe il numero dei tesserati in 2^ categoria nella sola Lombardia.
Ulteriore aspetto da segnalare, trascurando quello, seppur rilevante, di natura economica che vede, nella struttura che io rappresento, ben 7 persone che, da circa due mesi, non sono nelle condizioni di poter lavorare, è quello di carattere etico-morale che riguarda i nostri bambini, i nostri ragazzi, il futuro del Paese che rinchiusi in casa a causa della pandemia, stando al richiamato dettato normativo, continuerebbero ad essere privati della libertà di movimento e di veder ulteriormente sacrificata una loro passione che, invece, altri potranno esercitare.
Mai, e ripeto mai, fino a qualche giorno addietro, mi sarei permesso neanche lontanamente di immaginare di poterLe scrivere per chiederLe di consentire, sempre prudenzialmente ed in osservanza delle regole sanitarie basilari, di poter praticare uno sport inequivocabilmente dichiarato sicuro. Lo faccia seguendo l’esempio dei Suoi colleghi della Sicilia e dell’Abruzzo che hanno mostrato di dare al tennis la sua giusta collocazione e, soprattutto, di tenere a cuore il benessere psicofisico dei minori e non solo.
Sono certo che Lei da uomo di giustizia e da politico che mai ha mandato le cose a dire perché forte del suo innato senso di uguaglianza, valuterà la mia comunicazione intervenendo a ripristinare la possibilità per tutti i tesserati di giocare nelle splendide aree verdi dei Circoli della Puglia.
Sappia, infine, che siamo uomini di sport e da sempre insegniamo ai nostri allievi che occorre rispettare le regole e gli avversari ma loro (i nostri ragazzi) sanno anche che si gioca con delle regole che valgono per tutti.
Nel salutarLa Le auguro buon lavoro e La invito, quando sarà dalle nostre parti, a venire a trovarci.
Con stima.
Cosimo Suma