Un Brindisi arrabbiato e motivato: a Nardò per vincere

Archiviata la difficile gara interna contro il Foggia, con un pareggio che va un po’ stretto al Brindisi, i biancazzurri si preparano ad affrontare in trasferta il Nardò, un avversario sulla carta sicuramente più abbordabile che affronterà gli uomini di mister Olivieri con il coltello fra i denti.
Ed è proprio al tecnico biancazzurro Massimiliano Olivieri che ci rivolgiamo per capire che aria tira dalle parti di via Bendetto Brin
Mister, contro il Foggia il Brindisi ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere una squadra tosta che non ci sta a perdere, ma ha anche dato, a mio avviso, ulteriore conferma, che non ha nulla di meno rispetto alle formazioni accreditate per la vittoria finale e la stessa soddisfazione espressa dallo staff foggiano per aver raccolto un punto a Brindisi è la migliore dimostrazione di questo. Possiamo spostare un po’ più in lato l’asticella del programma iniziale che prevedeva il raggiungimento della salvezza?
“Alzare l’asticella? È vero abbiamo affrontato tutte le squadre maggiormente accreditate per la vittoria del campionato; ci manca il Bitonto che affronteremo fra due domeniche. Ma questo non significa automaticamente che noi possiamo essere alla pari con loro. L’asticella di solito, quando fai questi risultati, si alza da sola, perché subentra la consapevolezza di avere i mezzi, le qualità e la forza per poter competere con le grandi del campionato. Tutto questo non ci deve far smarrire la via, nel senso che il consolidamento delle proprie qualità e capacità dipende da come si affrontano le squadre piccole. Con le squadre grandi è facile trovare gli stimoli giusti, con quelle piccole, alla nostra portata è lì che si concretizza la vera mentalità di una squadra vincente. Se fallisci con le piccole vuol dire che sei stimolato solo dalle grandi squadre e con le altre non riesci a dare il tuo massimo allora non sei una squadra vincente, perché quella vincete affronta tutte con la stessa mentalità facendo il suo gioco a prescindere da chi incontri. Il nostro obiettivo rimane quello di raggiungere al più presto la quota salvezza ed in questo momento non dobbiamo fare altri pensieri”.
So che non ami parlare delle prestazioni dei singoli ma qualche parola Sasà d’Ancora credo che la meriti anche perché è un mediano davvero atipico che si ritrova in ogni zona del campo: quando il Brindisi lo ha tesserato te lo aspettavi di avere a disposizione un giocatore così?
“Sasà d’Ancora non lo scopro certo io: è un calciatore che ha fatto il professionismo, ha delle qualità importanti, è uno che non si ferma mai e questo lo ha proprio nel suo DNA. Ha una mentalità sempre aggressiva, da squadra vincente, io quando lo abbiamo preso già sapevo di queste caratteristiche e lo volevo proprio per queste sue caratteristiche nel mio scacchiere. All’inizio ha tardato ad entrare in condizione per la sua struttura fisica possente, ma adesso sta dimostrando tutto il suo valore. Al di là della dimensione calcistica è un ragazzo che sta dimostrando delle ottime qualità in tutti i sensi: è uno che fa gruppo, è molto pacato e riflessivo e sempre pronto ad aiutare gli altri. Anche per questo lo abbiamo preso con noi grazie al lavoro del Direttore Dionisio. D’Ancora insieme a Marino ed agli altri compagni di reparto Masocco, Lombardo e Zappacosta, forma il miglior centrocampo di tutta la categoria e questo lo posso dire forte”
Sicuramente l’unico difetto che sta mostrando la tua squadra in questo momento è un eccesso di nervosismo, frutto della eccessiva carica agonistica ma anche dei nervi troppo tesi in campo di qualche giocatore, il che, tradotto in parole povere, significa troppi cartellini gialli e rossi:, che alla fine vengono a pesare nell’economia della squadra : è un difetto rimediabile?
“Sotto l’aspetto disciplinare credo che le espulsioni che abbiamo avuto non sono frutto di nervosismo, o almeno solo di nervosismo. La prima espulsione, quella di Corbier, è frutto del suo essere, lui è così, è molto istintivo: in quella occasione non si era reso conto di essere stato ammonito. Per quanto riguarda Montaldi, secondo me l’arbitro ha interpretato male il suo saltare con il gomito alto, lo fanno tutti gli attaccanti, ma non per colpire l’avversari quanto, piuttosto, per proteggersi. L’arbitro ha ritenuto che il fallo fosse volontario e lo ha punito con la massima sanzione disciplinare. Anche l’espulsione di Boccadamo è stato frutto di una cattiva interpretazione dell’arbitro che lo ha ritenuto colpevole di fallo da ultimo uomo quando, in realtà in area c’erano tanti giocatori e non c’era nemmeno una chiara occasione da gioco per cui sarebbe stato da cartellino giallo e non rosso. Questo va sottolineato. Per quanto riguarda i cartellini gialli, sono frutto dell’agonismo proprio di questa categoria. Se non sei pronto a duellare e a non farti mettere sotto dal punto di vista fisico forse ora non saremmo in questa posizione di classifica. Io predico sempre il massimo rispetto per l’arbitro ed il massimo rispetto per l’avversario, però se non sei duro in questa categoria, gli avversari ti mangino, per cui io non me ne farei un problema. Io, ripeto, predico correttezza e fair play e dico sempre ai miei giocatori di lasciar stare l’arbitro. Certo è un uomo e come tale può sbagliare e in questo momento, a dire il vero, stanno sbagliando un po’ troppo, ma io credo nella loro buona fede: come possiamo sbagliare noi sotto porta un gol fatto, così possono sbagliare anche loro nelle decisioni che prendono in una frazione di secondo e non essendoci il VAR dobbiamo necessariamente accettare le decisioni che prendono in quel momento. In ogni caso, credetemi , essere duri in questa categoria ti procura quel rispetto e quella forza in più per poter competere con tutti”.
Il Brindisi è atteso, ora, da una trasferta sulla carta facile ma, sicuramente, insidiosa, in quel di Nardò: quanto è complicato affrontare in questo momento un avversario che ha disperato bisogno di vincere?
“Hai detto bene facile, fra virgolette, perché in serie D non esistono partite facili. Se vuoi competere in questa categoria devi affrontare tutte le squadre avversarie alla stessa maniera, con la stessa mentalità e con lo stesso stimolo. L’ho detto anche in settimana ai ragazzi che la partita con il Nardò va affrontata come se stessimo affrontando il Bitonto, il Foggia, il Casarano o il Taranto, che sono accreditate per la vittoria finale. Se vuoi avere questa mentalità vincente devi affondarle alla stessa maniera indipendentemente da chi incontri e la partita di domenica prossima a Nardò è molto difficile perché loro vengono da una brutta sconfitta e sono arrabbiati, ma noi dobbiamo essere ancora più arrabbiati per il pareggio fatto in casa con il Foggia”.