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Taranto 2026, salgono a 13 milioni le risorse per la seconda nave degli atleti

Il costo previsto per l’impiego della nave da 2.500 posti destinata ad accogliere gli atleti dei Giochi del Mediterraneo di Taranto è stato rivisto al rialzo. Il comitato organizzatore ha infatti incrementato il budget da 9 a 13 milioni di euro, nel tentativo di rendere più attrattiva la gara dopo i precedenti esiti negativi.

In una prima fase, la procedura per il noleggio delle due navi – previste per un periodo di tre settimane – non aveva registrato alcuna partecipazione. Solo successivamente è stata assegnata la nave più grande, da 3.500 posti, a una compagnia con sede a Malta, a fronte di una base d’asta pari a 17 milioni. Per l’unità più piccola, invece, non si è arrivati a un accordo: l’unica proposta ricevuta, avanzata da Costa Crociere, richiedeva 15 milioni, una cifra ritenuta eccessiva rispetto ai 9 inizialmente stanziati.

Alla luce di queste criticità, si è deciso di avviare una nuova gara, pubblicata nei giorni scorsi da Sport e Salute. A differenza del precedente tentativo – che prevedeva inviti mirati a dieci operatori del settore – il nuovo bando è aperto a tutte le compagnie di navigazione, senza limitazioni.

L’aumento del budget mira a superare le difficoltà segnalate dagli operatori, in particolare quelle legate ai costi dei servizi accessori. In precedenza era stata anche valutata la possibilità di separare alcune prestazioni considerate onerose, assumendone direttamente la gestione economica. Ora, tuttavia, si punta sull’incremento complessivo delle risorse per rendere l’offerta più competitiva.

Nel frattempo, il contesto internazionale incerto potrebbe influenzare le strategie delle compagnie crocieristiche, spingendole a privilegiare soluzioni più sicure e prevedibili come quella proposta per Taranto, rispetto a rotte esposte a tensioni geopolitiche.

Con l’aggiornamento delle cifre, il budget complessivo destinato alle due navi raggiunge i 30 milioni di euro. Secondo le valutazioni interne, questa soluzione resta comunque più sostenibile rispetto all’alternativa di ospitare circa 5.500 atleti in strutture alberghiere, insufficienti sul territorio, o di costruire un villaggio dedicato, opzione che avrebbe richiesto risorse non disponibili. I fondi statali, pari a 275 milioni, sono infatti già stati interamente destinati agli impianti sportivi.

Resta in sospeso, infine, la richiesta avanzata al Governo dal commissario Massimo Ferrarese, che ha presentato un terzo masterplan per utilizzare circa 3,45 milioni derivanti dai ribassi d’asta. Le risorse sarebbero destinate a interventi collaterali, tra cui il restauro della facciata del Municipio e l’adeguamento della base navale di Chiapparo, dove saranno ormeggiate le navi.

In particolare, gli interventi nell’area militare riguardano la sistemazione di una tensostruttura e degli spazi da destinare a servizi sanitari e antidoping, la creazione di aree logistiche per le attrezzature sportive e il ripristino delle strutture di ristorazione per il personale operativo.