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Taranto 2026, un brindisino tra gli psicologi ufficiali: Salvatore Barbarossa nel team che ha assistito atleti, staff e volontari

C’è anche un professionista brindisino tra i tre psicologi ufficiali dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. È Salvatore Barbarossa, psicologo clinico e dello sport e consigliere del Comitato regionale pugliese della Federazione Italiana Psicologi dello Sport.

Con lui hanno svolto lo stesso incarico Isabella Genchi, di Modugno, e Maria Ivana Vetrano, di Copertino, entrambe componenti del Comitato regionale FIPsiS Puglia. Tre professionisti provenienti da altrettante province per assicurare una presenza diffusa nelle diverse sedi della manifestazione.

Il servizio è stato organizzato attraverso uno Sportello Psicologico attivo sia in presenza sia online. Una delle peculiarità dell’esperienza di Taranto 2026 è stata la scelta di non limitarlo agli atleti: il supporto è stato messo a disposizione anche di organizzatori, tecnici, volontari, staff e di tutto il personale coinvolto nei Giochi.

Una platea spesso esclusa dai tradizionali servizi di assistenza, nonostante una grande manifestazione internazionale comporti settimane di lavoro intenso, responsabilità, turni prolungati, imprevisti e una forte pressione emotiva.

«Il benessere psicologico non è un privilegio della prestazione: è una condizione di lavoro», sottolinea Barbarossa, che evidenzia anche la disponibilità del Comitato organizzatore ad accogliere la proposta e ad estendere il servizio a tutti. «Che a occuparsene siano stati tre professionisti pugliesi significa che questa competenza sul territorio c’è ed è pronta a essere impiegata. La sfida, adesso, è che smetta di essere un’eccezione legata a un grande evento».

Un’esperienza che ha riguardato direttamente anche Brindisi e la sua provincia. Il PalaPentassuglia ha ospitato il torneo di pallavolo, mentre lo stadio Franco Fanuzzi è stato sede delle gare di calcio. Fasano ha accolto la pallamano nel nuovo palazzetto di Vigna Marina e Francavilla Fontana le competizioni di badminton e calcio.

Il lavoro degli psicologi, inoltre, non termina con la cerimonia conclusiva del 3 settembre. Lo Sportello resterà attivo, in presenza e online, fino alla fine del mese per accompagnare anche la fase di smontaggio, rendicontazione e ritorno alla normalità di quanti hanno lavorato all’evento.

Taranto 2026 si inserisce così in un percorso ormai consolidato nello sport internazionale, ma allargandone il campo: non soltanto la tutela psicologica dell’atleta, ma anche quella delle persone che, lontano dai riflettori, rendono possibile una grande manifestazione sportiva.