“Mamma è morta in Geriatria per la klebsiella. Fate che sia l’ultima”

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera piena di dolore e rabbia.

Questa mia è un grido di dolore per la perdita di un genitore, che ha lottato fino alla fine contro una malattia che va oltre la propria patologia. Contro un batterio ospedaliero che non lascia scampo. Provi dolore, ti manca l’aria, ma soprattutto provi rabbia. Rabbia verso una sanità pubblica, in questo caso “ospedale Perrino”, reparto Geratria, dove troppi sono i contagi da “klebsiella”, batterio killer, troppe le morti viste in questi mesi di degenza.
Un ospedale, un reparto dove troppe sono le carenze! Pochi medici, che non sempre hanno tempo per ascoltarti, la notte manca il medico in corsia (soprattutto i festivi) devi contattare un medico dislocato in un altro reparto, in caso di emergenza, mancano medicinali,infermieri troppo pochi per il numero di pazienti.
Quasi tutti allettati, di conseguenza terapie fatte in ritardo, attese per igiene personale, per fortuna ci sono i parenti che aiutano e si improvvisano infermieri anche per cambi di sacche di urine, flebo etc, ma sopratutto non c’è rispetto delle più elementari forme di igiene, dalla pulizia personale del paziente, alle stanze, sporcizia sui balconi delle stanze invasi da escrementi di piccioni.
Questo vale anche per la stanza di isolamento (per contagio batterico)”asettica”,la quale è un porto di mare, dove si entra ed esce senza rispettare nessun protocollo, precauzione (anche da parte degli infemieri Oss,ausiliari, etc)
Ho visto troppe morti.
Questa denuncia la devo ad una grande Donna, vissuta nel rispetto per gli altri,senza mai lamentarsi,andatasene in silenzio, scrivo col dolore nel cuore ma con la speranza che ci di dovere prenda seri provvedimenti affinché casi di contagio diminuiscano, che qualcosa cambi, affinché il ricovero non sia un incubo,l’inizio della fine, ma l’inizio per una guarigione in un ospedale che possa chiamarsi tale.
UNA FIGLIA