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A Bari le fotografie che raccontano il mondo: dall’Ice a Gaza, 144 scatti al Teatro Margherita

Il fermo di un migrante ecuadoriano negli Stati Uniti, costretto a separarsi dalla moglie e dai tre figli di 7, 13 e 15 anni, è al centro della fotografia dell’anno del World Press Photo 2026. L’immagine, realizzata da Carol Guzy e pubblicata dal Miami Herald, apre idealmente la mostra internazionale di fotogiornalismo inaugurata oggi al Teatro Margherita di Bari.

L’esposizione comprende 144 fotografie firmate da 42 autori, selezionate tra 57.376 immagini presentate da 3.747 fotografi di 141 Paesi. È la tredicesima volta consecutiva che Bari ospita la manifestazione, organizzata dall’associazione Cime. La mostra resterà aperta fino all’8 dicembre.

Accanto allo scatto premiato, intitolato Separated by Ice, sono esposte le altre due immagini finaliste: quella del palestinese Saber Nuraldin, dedicata all’emergenza degli aiuti umanitari a Gaza, e il lavoro dello statunitense Victor J. Blue sulle donne Achi. Tra i fotografi premiati figura anche l’italiana Chantal Pinzi, autrice di un progetto sulle amazzoni marocchine.

La nuova edizione comprende inoltre un’installazione intitolata Visioni di speranza, dedicata a vicende di persone e comunità che hanno affrontato situazioni particolarmente difficili.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Bari Vito Leccese e il direttore di Cime Vito Cramarossa.

Il percorso espositivo è ospitato nel Teatro Margherita, in piazza IV Novembre. L’apertura al pubblico è prevista alle 19 di oggi. Nei giorni successivi la mostra sarà visitabile dalle 9 alle 20 dal lunedì al giovedì e fino alle 21 dal venerdì alla domenica. Il biglietto intero costa 12 euro, con riduzioni per diverse categorie di visitatori.

Le fotografie documentano conflitti, migrazioni e vicende umane attraverso il lavoro di reporter che spesso operano nei luoghi in cui gli eventi si stanno svolgendo.