Orsara di Puglia, piccolo comune dei Monti Dauni in provincia di Foggia con circa 2.500 abitanti, si è trasformato in un laboratorio di sperimentazione artistica e culturale grazie al primo simposio di arte contemporanea dal titolo “Io sono il fuoco”. Una rassegna che ha saputo intrecciare arte, memoria e identità territoriale, valorizzando una delle tradizioni più emblematiche del borgo.
Il simposio ha ospitato importanti interventi tecnici e istituzionali: Patrizio De Michele, curatore delle residenze d’artista, Alfredo De Biase del Ministero della Cultura e il professor Pasquale Lettieri, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha anche curato l’intero progetto. Le residenze artistiche, attive nelle settimane precedenti l’evento, hanno visto la partecipazione di fotografi, designer, pittori, illustratori e sound creator, chiamati a confrontarsi con il tema centrale della rassegna.
«Il fuoco – spiegano gli organizzatori – simbolo identitario di Orsara e legato al celebre rito dei Fucacoste e Cocce Priatorje (falò e teste del purgatorio) è stato interpretato come metafora di rinascita, memoria e trasformazione artistica». Un elemento rituale profondamente radicato nella storia del paese che, attraverso l’arte contemporanea, si apre a nuove letture e significati.
Attraverso la mostra e le attività del simposio, Orsara di Puglia si propone di trasformare una tradizione antica in un progetto culturale capace di guardare al futuro, valorizzando la ricerca artistica contemporanea e creando connessioni tra passato e innovazione. Un dialogo che rafforza il senso di appartenenza della comunità e al tempo stesso rende il borgo attrattivo per nuovi linguaggi e nuove visioni.