Parla il veterinario: «Il canile? Posto eccellente anche grazie al lavoro delle volontarie»

Abbiamo dato sempre molto spazio agli ospiti a quattro zampe del Canile Comunale di Brindisi, appoggiando a spada tratta ogni iniziativa utile a sensibilizzare l’opinione pubblica ad adottare i trovatelli, ad aderire alle campagne di sterilizzazione, atte a ridurre il fenomeno del randagismo ed a stigmatizzare gli abbandoni ed i maltrattamenti degli animali, ancora molto frequenti nel nostro territorio.
Questa volta vogliamo far conoscere una persona che ha fatto della sua passione per gli animali anche la sua professione e la sua ragione di vita e che, dopo aver conseguito la laurea in veterinaria all’università di Bari, con la specializzazione per gli animali da compagnia, non si è limitato al normale lavoro in ambulatorio, ma ha sempre preso a cuore il problema del randagismo, collaborando con diversi comuni della provincia e, da un po’ di tempo a questa parte, anche con il Canile Comunale di Brindisi che da poco più di un anno si è dotato di una moderna infermeria dove i cani ed i gatti ospiti della struttura, possono ricevere le cure più adeguate. Si tratta di Pietro De Rocco, di San Pietro Vernotico e per conoscere meglio lui ed il lavoro che svolge all’interno del canile gli abbiamo rivolto qualche domanda

Dott. De Rocco, innanzi tutto una domanda generale: sicuramente ad ogni professione sanitaria ci si avvicina anche per passione, forse la cosa vale ancor di più per chi sceglie di fare il veterinario. Cosa la ha spinta, esattamente, a scegliere questo “lavoro” e, se avesse la possibilità di tornare indietro nel tempo, farebbe la stessa scelta?
“L’amore verso tutto il mondo in generale è stato ereditato dai miei genitori: provengo da una famiglia in cui mio padre era primario medico chirurgo e, come tale, già da bambino captavo quanto mio padre vivesse per le altre persone 24 ore su 24. Questo amore verso i pelosetti mi è nata fin da piccolo perché nella mia casa e nella mia vita c è sempre stato sempre un pelo setto. Rifarei passo per passo ciò che ho fatto fino ad adesso ed anche i miei figli li sto educando verso l’amore per essi essi: in tutti i miei post sui social sono sempre con loro, quando recupero i piccoli animali che hanno bisogno di cure. Ho convenzioni con i comuni di San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, San Donaci e Mesagne oltre che con il Canile Comunale di Brindisi. Amo davvero troppo il mio lavoro.”

Da un po’ di tempo, come lei stesso ha ora accennato, si occupa, da quel che mi dicono i volontari e le volontarie delle associazioni animaliste che operano all’interno della struttura comunale, con molta dedizione e competenza, degli animali ricoverati presso il Canile Comunale di Brindisi in contrada Santa Lucia, immagino che con tanti animali da accudire e la fatica è tanta: che rapporto ha instaurato con queste persone che dedicano tanta parte del loro tempo per questa meritoria missione?
“Le volontarie sono formidabili e lo sono tutte quelle che collaboro in ogni paese, compreso, ovviamente quelle che operano all’interno del Canile Comunale. Ogni giorno compiono autentici miracoli e danno man forte al mio lavoro. A dire il vero, non è sempre facile raggiungere con ognuna di loro un punto di vista sempre in accordo; ma è stato duro specialmente all’inizio, ma quando si lavora in sinergia e si ottengono buoni risultati ci si stringe insieme e ci si da la mano capendo del bene comune che si fa per i pelosetti. All’interno del Canile vi è una buona sinergia fra me e loro e rispetto reciproco: è come una grossa azienda il cui utile che si vuole perseguire è il bene degli animali assistiti”.

Immagino che ha maturato qualche idea su come si potrebbe limitare, più efficacemente, il randagismo e la piaga dell’abbandono di cani e gatti; può dare, a beneficio di lettori ed addetti ai lavori, qualche suggerimento?
“Il randagismo è una piaga da sempre. Bisognerebbe fare capire a tutti i possessori di animaletti che bisogna sterilizzarli, nel sud, purtroppo, il cane è ancora visto come il gioco del bambino che quando non serve viene sbattuto fuori casa e gli si da mangiare fuori al cancello. Non c’è, ancora, il concetto della microchippatura, peraltro obbligatoria per legge, che io, ogni qualvolta entra un cucciolo nel mio ambulatorio pretendo di fare prima ancora della vaccinazione, spiegando per bene al cliente l’importanza di qeusto gesto che è segno tangibile del rispetto che si nutre verso il cane od il gatto. Vorrei tanto che tutti i miei colleghi, allo stesso modo, invitassero i propri clienti a fare microcippare i loro animali”.

Come è la situazione all’interno del Canile e, soprattutto, con che stato d’animo si viene ad occupare di questi “randagi” che non possono contare sull’affetto e sul calore di una famiglia?
“Ci tengo ad evidenziare che il Canile di Brindisi è un posto fantastico, dove i cani sono tenuti in condizioni igienico/sanitarie davvero eccellenti. È un posto da essere invidiato, a differenza di altri canili, che io ho avuto modo di vedere personalmente, in cui gli animali ricevono l’amore che gli serve e, grazie all’aiuto fondamentale degli operatori e delle volontarie, vengono giornalmente fatti sgambare negli spazi all’aperto a questo dedicati, il mio voto è 10. Ed io, personalmente, sto dando il massimo ed ogni ospite a quattro zampe che visito ora ha anche la sua brava cartella clinica, cosa che prima non esisteva. Per questa efficienza occorre ringraziare soprattutto il Comune di Brindisi e la Multiservizi che ha in gestione il canile, oltre che, ovviamente, tutti i volontari e le volontarie delle associazioni animaliste che operano al suo interno”.

Nella sua professione le sarà capitato, senz’altro, di avere a che fare, oltre che con i consueti animali d’affezione, anche con qualche esemplare ferito di animale selvatico, magari portatole d’urgenza da qualche cittadino solerte che lo ha rinvenuto in campagna o in città: come ci si deve approcciare, invece, con questi animali?
“Proprio ultimamente, come ho evidenziato anche sulla mia pagina Facebook, mi è capitata una giovanissima volpe che girovagava nel centro di un paese, allertato dai vigili si è provveduto a recuperare questo cucciolo prima che si mettesse nei guai e subito ho informato di ciò la responsabile del Centro Fauna Selvatica della Provincia di Brindisi che lo ha recuperato ed ha provveduto, con grande professionalità, a tutte le cure finalizzate al suo ritorno in libertà”.

Un’ultima domanda, tornando alle bestiole ricoverate presso il canile comunale, cosa si sentirebbe di dire a chi, avendo maturato la decisione di prendere un cane, fosse ancora indeciso, magari per vecchi pregiudizi, sulla opportunità o meno di rivolgersi al canile per l’adozione di un trovatello?
“Il mio invito, rivolto a tutti, è quello di non comprare ma adottare: e questo è il mio motto. L’amore di un pelosetto non si compra e nel Canile Comunale di Brindisi ce ne sono tanti che danno amore senza bisogno di alcun pagamento”.