Una campagna di scavi per ricostruire la storia, le identità e le reti di scambio del Capo di Leuca tra la fine dell’età del Bronzo e la prima romanizzazione. Si è conclusa a Patù, in provincia di Lecce, Discovereto, la prima campagna sistematica di scavo archeologico nel sito di Vereto, antica città messapica del Capo di Leuca.
L’iniziativa è stata promossa dall’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con la direzione scientifica di Valentino Nizzo, professore e archeologo esperto delle culture dell’Italia preromana. Due le aree interessate dalle indagini, dalle quali sono emersi elementi che confermano l’importanza scientifica del sito.
Nella zona meridionale sono state individuate strutture databili tra il III e il VI secolo dopo Cristo: due piani pavimentali riferibili probabilmente a edifici appartenuti a gruppi sociali di livello elevato, come suggeriscono il vasellame e le ceramiche da mensa e da cucina ritrovate.
Nell’area settentrionale, più vicina alla chiesa della Madonna di Vereto, sono invece emerse grandi fosse riempite con pietre e materiali provenienti dalla demolizione di edifici precedenti, forse legati ai cambiamenti dell’area e alla successiva frequentazione cultuale del luogo.
Gli archeologi hanno inoltre riportato alla luce un interro artificiale di età romana imperiale, al cui interno erano custoditi materiali riferibili alle fasi più antiche dell’insediamento, dalla prima età del Ferro all’età arcaica. Tra i reperti anche testimonianze della fase messapica e frammenti di ceramica d’importazione di tradizione corinzia databili al VII secolo avanti Cristo.
Lo scavo è stato supervisionato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, con la collaborazione dei Comuni di Patù e Morciano di Leuca, nell’ambito del progetto Pnrr Storie Meridiane.