Un tratto della Via Francigena del Sud lungo circa 120 chilometri, suddiviso in cinque tappe tra Lecce e Santa Maria di Leuca, punta a diventare un modello nazionale di turismo lento e accessibile.
Il progetto, denominato “Per una Via Francigena del Sud accessibile a tutti” e finanziato dal Ministero del Turismo, è in fase di completamento e rientra nella strategia nazionale di valorizzazione dei cammini come infrastrutture del turismo sostenibile, identitario e diffuso.
L’obiettivo è rendere il percorso fruibile da un pubblico il più ampio possibile, intervenendo non soltanto sulle necessità delle persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, ma anche sulle esigenze legate all’età, all’alimentazione o a condizioni temporanee di difficoltà.
Il programma prevede la mappatura dei punti critici, la georeferenziazione del tracciato, dei servizi e dei luoghi di interesse, interventi di manutenzione e lo sviluppo di strumenti di realtà aumentata e virtuale per favorire una conoscenza inclusiva del patrimonio attraversato.
Lungo il cammino saranno inoltre realizzati punti di sosta dotati di kit di primo soccorso, panchine smart alimentate da pannelli solari e QR code tattili.
«I cammini sono una delle più potenti espressioni dell’Italia che vogliamo promuovere: un turismo lento, sostenibile, che rigenera i territori e le persone», sottolinea il Ministero del Turismo, ricordando gli investimenti sulla Via Francigena come asse capace di collegare l’Europa all’estremo Sud della penisola.
Il tratto salentino viene indicato come un possibile progetto apripista per un nuovo modello di accessibilità applicato ai grandi itinerari culturali e religiosi, anche nella prospettiva del percorso che punta al riconoscimento della Via Francigena come patrimonio Unesco.