Tir ribaltato, parte civile contro l’autista le famiglie delle cinque vittime: la sentenza il 31 gennaio

È iniziato davanti al gup di Brindisi Paola Liaci il processo con rito abbreviato a carico di Francesco De Sario, l’autista 57 enne del tir che il 12 dicembre del 2015 si ribaltò lungo la statale 379 Brindisi-Bari, all’altezza di Torre Spaccata, in territorio di Fasano provocando cinque vittime, tra cui la piccola Viola, tre anni e mezzo.
Si sono costituiti parte civile i genitori della piccola, Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, e la moglie Marta Muscatello, assistiti dagli avvocati Viola Messa e Francesco Muscatello. La madre della bambina rimase ferita nello stesso sinistro.
Non è ancora stato quantificato il danno che sarà oggetto di richiesta. I due erano in aula, così come l’imputato che risponde di omicidio colposo plurimo aggravato dalle violazioni del codice della strada. Secondo quanto sostengono gli inquirenti aveva superato il limite di velocità e stava utilizzando il telefonino mentre conduceva il tir.
Nell’incidente morirono anche i nonni di Viola, Vito Muscatello e la moglie Rosetta Minerba, la sorella di quest’ultima Annamaria Minerba, figlia, suoceri e zia del consigliere regionale, tutti di Tuglie (Lecce). E poi Leo Orlandino, 21 anni, di Fasano, il portiere della squadra di calcio Real Paradiso di Brindisi. Parti civili anche i genitori di Casili, nonni paterni della bambina. Il processo è stato rinviato al 31 gennaio prossimo per la requisitoria, le arringhe e la sentenza.