Il “buon esempio” del consigliere: auto in divieto e vecchie multe sul parabrezza

I rappresentanti delle istituzioni, si dice, dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio. Quindi niente furberie, rispetto delle regole sempre e comunque. Almeno in teoria. Perché la realtà, si sa, è ben altra cosa. Una dimostrazione di quanto sia facile  per i politici nostrani deragliare dai binari della retta via l’ha data questa mattina il consigliere comunale di Mpa – Regione Salento Gianpietro Pennetta, già presidente del Consiglio di Brindisi, che attorno a mezzogiorno ha pensato bene di parcheggiare la propria auto davanti ai cancelli di Palazzo di Città – perfino a ridosso delle strisce pedonali – dov’era impegnato per una seduta di commissione. Un comportamento già di per sé discutibile.

Ma a Pennetta, evidentemente, le mezze misure non piacciono, e ha voluto strafare. Per evitare di beccarsi una multa per quella sosta consapevolmente selvaggia ha pensato bene di lasciare sotto il tergicristalli altri due foglietti rosa incassati in precedenza, per altri due parcheggi “vietati”. Una mossa che probabilmente avrebbe dovuto – nelle intenzioni – distrarre o impietosire eventuali vigili di passaggio, che scorgendo le multe già esposte sul parabrezza, gli avrebbero risparmiato la terza.
Così qualcuno, intuito l’improvvisato stratagemma, ha pensato bene di divertirsi aggiungendo ai due verbali sul cristallo un terzo foglietto rosa che aveva con sé. L’idea ha funzionato. Varcati i cancelli e notata l’ennesima multa Pennetta, tra il divertito e il sorpreso, ha commentato: “E’ arrivata la terza?”.

Quindi ha cercato di giustificarsi con un ignaro vigile urbano che solo per puro caso passava di lì, e che con quell’ennesimo verbale non aveva nulla a che fare. Svelato lo scherzo e chiuso il sipario, il consigliere comunale ha comunque ammesso: “Quei verbali li ho presi prima, su altre due strade”. E ne vuole un terzo? “Avrò pure il diritto di prendere le multe no? Non posso sempre trovare parcheggio in centro, è impossibile. Soprattutto oggi con la commissione”. E lasciata l’auto lì, con le multe ancora appese e in bella mostra, è tornato in Comune. A svolgere il proprio dovere istituzionale. Come se nulla fosse.

Emilio Mola