Picchia, perseguita e minaccia una donna strappandole persino i capelli: finisce ai domiciliari

L’ha perseguitata per mesi, sino a picchiarla e a strapparle ciocche dei capelli. Non solo: ha aggredito con calci, pugni e minacce il compagno di lei per convincerlo a lasciarla. Marco Calò, 32 anni, è stato tratto in arresto dagli agenti del commissariato di polizia di Ostuni con le accuse di stalking, minacce e lesioni personali aggravate, violenza privata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’ordinanza, di arresti domiciliari, è stata firmata dal gip Tea Verderosa su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro.
La vittima è una donna straniera da diversi anni residente a Ostuni e che Calò aveva conosciuto, invaghendosene, nell’estate dello scorso anno. L’aveva corteggiata insistentemente ma lei era partita per diversi mesi facendo rientro in patria e tornando a Ostuni solo nello scorso mese di marzo.
Ma Calò purtroppo non si era dimenticato di lei. Nonostante la donna più volte le avesse chiarito di non essere interessata a lui, per settimane si è appostato sotto la sua abitazione, pedinandola, presentandosi all’improvviso nei posti da lei frequentati. Ogni sera si piazzava di fronte all’uscio dell’abitazione di lei, per farle percepire la sua presenza, chiedendo di poter entrare, suonando insistentemente al campanello, in particolar modo quando nell’appartamento era presente il compagno della donna.
In almeno una occasione quest’ultimo era stato atteso da Calò e preso a calci e pugni dopo averlo inseguito e fatto cadere rovinosamente a terra, colpendolo con un oggetto contundente alla testa, procurandogli una grossa ferita lacero-contusa al cuoio capelluto. “Se non la lasci ti levo dalla faccia della terra”, era stata la minaccia dopo le botte.
Lei non andava più a dormire senza aver messo le serrature di sicurezza a porte e finestre, temendo che quello potesse tentare di entrare. Come, effettivamente fece, quando arrampicandosi sul balcone e con un violento calcio, aveva mandato in frantumi il vetro di una finestra, entrando nell’abitazione, iniziando a toccare, abbracciare e baciare la malcapitata che cercava di respingerlo con tutte le sue forze sinché Calò non era stato costretto ad allontanarsi per il sopraggiungere di una Volante del Commissariato, contattata dal vicinato svegliato dalle urla della donna.
Ma lo stalker non aveva intenzione di smettere: continuava a tempestarla di telefonate e messaggi minatori con cui “prometteva” i più cruenti mali a lei e al suo compagno. Promettendole che le avrebbe anche fatto perdere il lavoro, mettendo volutamente i due in cattiva luce coi proprietari di un locale dove la donna faceva la cameriera. Cosa che in effetti poi era avvenuta: lei era stata licenziata.
Infine la richiesta di un ultimo incontro, dopo il quale Calò aveva promesso che l’avrebbe lasciata tranquilla. Ovviamente non ne aveva alcuna intenzione
L’ha presa a schiaffi e pugni sul corpo e sulla faccia, l’ha afferrata per i capelli, strappandole una ciocca, l’ha strattonata, scaraventata a terra e presa a calci alle gambe.
Solo l’intervento di alcuni passanti e le sirene in lontananza della Volante della Polizia, allertata per il violento pestaggio in strada, hanno convinto lo stalker a darsi a precipitosa fuga, rendendosi momentaneamente irrintracciabile.
Ma la denuncia presentata dalla donna e le numerose prove raccolte hanno consentito agli investigatori di chiudere il cerchio intorno a Calò. Per lui però “solo” gli arresti domiciliari.