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All’Università di Bari il direttore della Base Onu di Brindisi: focus su peacekeeping e cooperazione per la pace

L’Università di Bari ha ospitato Anton Antchev, direttore della Base Onu di Brindisi, nell’ambito del ciclo di incontri “Lezioni di Pace”, dedicato all’analisi delle strategie e delle dinamiche che rendono efficaci le operazioni internazionali di peacekeeping.

All’iniziativa hanno preso parte il rettore Roberto Bellotti e la delegata alle ricerche sulla pace, professoressa Egeria Nalin. Bellotti ha definito l’incontro “un’occasione speciale” di confronto tra “una delle più importanti basi dell’Onu” e l’ateneo barese, che conta oltre 40mila studenti. Il rettore ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare la collaborazione tra università e Nazioni Unite, richiamando il valore del multilateralismo in una fase storica segnata dai conflitti.

“C’è un’analogia tra l’Onu e l’Università: sono entrambe istituzioni promotrici di pace, seppure in modi diversi”, ha osservato Bellotti, evidenziando come la Base di Brindisi operi concretamente nei contesti più critici del mondo, mentre l’università contribuisce a formare una cultura della pace.

La professoressa Nalin ha ribadito il ruolo centrale del peacekeeping per la pace e la sicurezza internazionale, la tutela dei diritti umani e la cooperazione tra Stati, ricordando il contributo offerto da Antchev in vent’anni di servizio nelle Nazioni Unite.

Nel corso della lectio magistralis, il direttore ha illustrato le attività dello United Nations Global Service Centre di Brindisi, soffermandosi in particolare sulla funzione logistica della base a supporto delle missioni Onu nei diversi teatri internazionali. Rispondendo a una domanda del pubblico sugli attacchi israeliani ai contingenti delle Nazioni Unite, Antchev ha richiamato la propria esperienza in Libano, precisando di non aver mai assistito ad attacchi diretti contro i caschi blu e definendo eventuali episodi come errori, specificando tuttavia che si tratta di una sua opinione personale.