Pietre e marmi lavorati senza autorizzazioni, in capannoni abusivi e da operai risultati irregolari. È quanto scoperto ad Andria dalla Guardia di Finanza, che ha denunciato il titolare di una ditta di marmi per reati ambientali e abusi edilizi, sequestrando l’intera area.
I sigilli hanno riguardato sei capannoni in ferro e lamiere, estesi complessivamente per circa 750 metri quadrati, tutti realizzati senza permesso. All’interno, secondo quanto riferito dai finanzieri, venivano lavorati marmi e pietre in assenza di adeguate misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo spogliatoio degli operai era stato ricavato in un container, mentre il bagno era stato costruito in lamiera.
Ai controlli ha partecipato anche il personale dello Spesal della Asl Bat. Sotto sequestro sono finiti inoltre un piazzale di circa 10mila metri quadrati, pavimentato senza autorizzazioni, due discariche abusive per poco meno di 600 metri quadrati, dove sarebbero stati sversati gli scarti di lavorazione, e un vascone utilizzato per accumulare fanghi e liquami.
Parte dei liquami, secondo gli investigatori, sarebbe finita su un terreno vicino non coibentato, con conseguente contaminazione del suolo e, verosimilmente, della falda acquifera.
Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati anche duemila litri di gasolio agricolo, detenuti senza titoli e autorizzazioni, e una villetta di circa 200 metri quadrati risultata completamente abusiva.