Tragedia nella notte a Orta Nova, nel Foggiano, dove un ragazzo di 16 anni, Andrea Procaccino, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto durante un inseguimento con i carabinieri. Il giovane viaggiava a bordo di un’auto condotta da un altro minorenne, anch’egli di 16 anni, sulla quale si trovavano complessivamente cinque ragazzi, tutti tra i 14 e i 16 anni.
Secondo una prima ricostruzione, la vettura avrebbe accelerato per sottrarsi a un posto di controllo dei carabinieri. I militari si sarebbero quindi messi all’inseguimento dell’auto, che poco dopo è uscita di strada andando a schiantarsi contro il guard-rail. L’impatto è stato violentissimo. Per Andrea Procaccino non c’è stato nulla da fare, mentre gli altri quattro minorenni presenti nell’abitacolo sono stati soccorsi e trasportati in ospedale.
La notizia della morte del ragazzo ha profondamente scosso la comunità scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore “Adriano Olivetti”, frequentato dalla vittima. A ricordarlo, con parole cariche di dolore, è stato Alfredo Coppola, suo docente, che ha affidato ai social un messaggio di cordoglio.
«Non ci sono parole, ho solo un nodo in gola che non se ne va. È una di quelle mazzate che ti distruggono dentro, di quelle notizie che non vorresti mai ricevere», ha scritto l’insegnante. «La tragedia di stanotte ha spezzato le gambe e il cuore a tutti noi dell’Istituto di Istruzione Superiore Adriano Olivetti».
Il docente descrive Andrea come un ragazzo solare, benvoluto da tutti. «Un ragazzo d’oro che aveva ancora tutto da vivere. Andrea era davvero un pezzo di pane. Aveva una simpatia pazzesca, contagiosa, era sempre con il sorriso stampato in faccia. Era l’amico di tutti, impossibile non volergli bene».
Nel suo messaggio, Coppola ricorda anche i momenti vissuti a scuola, tra corridoi e aule, persino dopo il suono dell’ultima campanella: conversazioni, progetti, battute capaci di alleggerire le giornate. «Non si può morire così, a 17 anni, in un maledetto secondo», ha scritto il professore, ricordando che Andrea avrebbe compiuto 17 anni a settembre.
Poi l’appello ai compagni di classe, travolti dal dolore: «Lo so che ora vedete solo nero e provate un dolore immenso, ma vi prego, restate uniti. Stringetevi forte. Andrea non avrebbe mai voluto vedervi tristi o arresi».
Il pensiero del docente va infine alla famiglia del ragazzo: «Mi stringo con tutto il cuore alla famiglia di Andrea. Ai suoi genitori, che stanno affrontando il dolore più grande e contro natura che possa esistere sulla terra. Fai buon viaggio, Andrea. Continua a ridere e a fare casino anche lassù. Il tuo prof non ti dimenticherà mai».
Sull’esatta dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti. Resta il dolore per una vita spezzata a soli 16 anni e per una tragedia che ha lasciato sgomenta un’intera comunità.