Brindisi: due indagati per la morte dell’operaio allo zuccherificio SRB

Ci sono due indagati (con l’accusa di omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro) per la morte di Vincenzo Valente, l’operaio 46enne di Latiano deceduto la notte tra il 3 e il 4 maggio, mentre lavorava su un nastro trasportatore della raffineria di zucchero SRB, nella zona industriale di Brindisi: si tratta di Riccardo Casoni, 57 anni, di Ferrara, direttore dello zuccherificio, difeso dall’avvocato Tommaso Marrazza, e Stefano Morelli, 44 anni, mesagnese, titolare della Sedec, la società che si occupa di manutenzioni industriali della quale Valente era dipendente, difeso dagli avvocati Massimo Manfreda e Rosanna Saracino.
Le informazioni di garanzia, firmate dal sostituto procuratore Raffaele Casto, sono state inevitabilmente notificate, considerato che il sequestro probatorio del nastro 6 sul quale si è verificata la tragedia, effettuato nell’immediatezza dei fatti, è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari.
Effettuata ieri, martedì 7 maggio, l’ispezione cadaverica dal medico legale Domenico Urso (che avrebbe confermato che la causa del decesso è stata la gravissima emorragia provocata dall’amputazione di un braccio negli ingranaggi del nastro trasportatore), sembra allontanarsi la possibilità che sul corpo di Valente sia disposto l’esame autoptico.
La salma dello sfortunato operaio potrebbe dunque essere consegnata alla famiglia per i funerali che saranno celebrati a Latiano: il sindaco, Mino Maiorano, ha già annunciato che per quel giorno in paese sarà lutto cittadino.
Le indagini intanto, condotte sul fronte penale dalla Polizia e su quello tecnico dagli ispettori dello Spesal, proseguono.
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