Cinque giovani vite spezzate dalla strada. Ecco le loro storie

di Lucia Pezzuto per il7 Magazine

Giuseppe, Francesco, Davide, Sarah e Giulia non sono semplicemente nomi, sono i volti e le storie dei nostri ragazzi, i ragazzi le cui vite si sono spezzate all’improvviso su una maledetta strada. Cinque vite cancellate in tre giorni, due terribili incidenti che hanno segnato profondamente le comunità di Brindisi, Ostuni, Tuturano e San Pietro Vernotico. La primavera qui è cominciata così, il 21 marzo scorso, con una tragedia alla quale ne è subito seguita un’altra. Con tanto dolore e rabbia a cui nessuno saprà dare delle risposte.
Francesco Lobefaro e Giuseppe Marzio lavoravano insieme, il primo era uno chef e il secondo era il suo aiuto nel ristorante “L’Agrumeto” a Pozzo Faceto in provincia di Fasano. Francesco aveva 32 anni ma era già papà di due bambine, Giuseppe, 25 anni, era fidanzato, nei suoi progetti c’era quello, un giorno, di crearsi una famiglia ed essere felice con la sua compagna. Questi giovani erano entrambi di Ostuni e per motivi di lavoro si conoscevano già da un po’. Proprio per motivi di lavoro condividevano a turno l’auto per recarsi a “L’Agrumeto”, proprio come quella sera del 21 marzo scorso. Primo giorno di primavera, alle 18.30 erano già in auto, era l’imbrunire e la serata si preannunciava mite. Nulla lasciava presagire cosa sarebbe accaduto da lì a poco. Percorrevano la strada provinciale tra Ostuni e Montalbano, tra una chiacchiera e l’altra si stavano preparando ad affrontare un’altra serata di lavoro. Intorno alle 19 l’auto sulla quale viaggiavano, una Golf Volkswagen, ha tamponato un trattore che procedeva sulla stessa carreggiata. Questione di attimi e al trattore si sono aggiunte altre due vetture che procedevano sulla corsia opposta, una Mini Cooper e una Fiat Grande Punto. La strada si è ristretta all’improvviso e quei quattro mezzi si sono attorcigliati gli uni con gli altri occupando tutta l’area stradale. L’auto sulla quale viaggiavano Francesco e Giuseppe si è ritrovata schiacciata tra il trattore e le altre due vetture. All’arrivo dei soccorsi i due amici erano già deceduti. “C’era ben poco da fare” diranno i vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni alla richiesta di informazioni. I vigili hanno dovuto lavorare non poco per tirare fuori i corpi delle vittime dalle lamiere. Nel frattempo le autoambulanze a sirene spiegate portavano i feriti presso l’ospedale Perrino di Brindisi. Quattro persone sono state soccorse, tra queste una donna era particolarmente grave. Gli altri fortunatamente sono stati tutti dimessi poche ore dopo essere arrivati al pronto soccorso. Per la ricostruzione della dinamica dell’incidente, sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Ostuni, del resto il sinistro era avvenuto in località Casamassima, a pochi chilometri dal centro abitato della città bianca. La dinamica è stata ricostruita così dagli agenti ed è stata secretata nel fascicolo che la Procura di Brindisi ha aperto con l’ipotesi di reato per omicidio colposo. Tutti i mezzi coinvolti nell’incidente, costato la vita a Francesco e Giuseppe sono stati posti sotto sequestro. Le salme dei ragazzi sono state portate presso la camera mortuaria di Ostuni.

La notizia del terribile incidente ha fatto presto a fare il giro di Ostuni e Fasano. Le vittime si trovavano ancora sul posto quando il titolare del ristorante presso il quale lavoravano è arrivato disperato su quella strada che in un colpo solo aveva distrutto due famiglie. Giuseppe e Francesco erano molto conosciuti e soprattutto molto stimati nel loro lavoro. Giuseppe trascorreva il suo tempo in famiglia, con le sue bambine, tutte le volte che poteva. Francesco era giovane, amava viaggiare e cucinare, aveva trovato lavoro come aiuto chef al fianco di Giuseppe da poco più di un anno. Entrambi avevano tante aspettative per il futuro, ma il destino ha voluto per loro un finale diverso.

Lo stesso destino che appena tre giorni dopo si è portato via Davide Cazzato, 19 anni, Sarah Pierri, 18 anni, e Giulia Capone, 17 anni. La comunità brindisina non ha avuto neppure il tempo di metabolizzare il dolore per la perdita di Giuseppe e Francesco che poco dopo ha dovuto incassare l’ennesimo colpo al cuore. Questa volta la morte ha strappato tre giovanissimi gettando nello sconforto le famiglie e gli amici di questi ragazzi. E’ stato il 23 marzo scorso, anche questa volta teatro dell’ennesimo incidente stradale è stata una strada provinciale. Erano le 2.45 della notte e l’auto, una Fiat Punto, sulla quale viaggiavano Davide, Sarah e Giulia era condotta da una ragazza di 20 anni. Con loro c’era anche un altro ragazzo seduto accanto alla conducente. Cinque amici che insieme tornavano da una festa, forse stanchi o forse ancora in preda all’euforia per una serata trascorsa tra musica e risate. La vita però si ferma su quella strada, sulla strada provinciale tra Cellino San Marco e San Pietro Vernotico. L’auto sulla quale viaggiano i ragazzi si cappotta e finisce contro un muro. Contemporaneamente un’altra vettura, una Chevrolet Cruze, arriva e si schianta contro la Fiat Punto dei ragazzi. La Chevrolet è guidata da un 72enne di Trepuzzi. In realtà la dinamica dell’incidente è ancora poco chiara, sul caso stanno investigando i carabinieri di San Pietro Vernotico e nelle prossime ore non si escludono i colpi di scena su questa tragedia che da parte di molti ha avuto una ricostruzione quasi scontata. Quando i soccorsi sono giunti sul posto la scena è stata scioccante. L’auto dei ragazzi poggiava sul fianco destro e la Chevrolet ne schiacciava tutta la parte posteriore, esattamente là dove erano sedute le tre vittime. Nonostante la tempestività dei soccorsi due giovani sono morti sul colpo e una delle ragazze durante il trasporto in autoambulanza. Gli altri due amici che erano seduti nella parte anteriore dell’auto hanno riportato ferite, fortunatamente, non gravi. Illeso il 72enne trepuzzino che conduceva la Chevrolet. La ventenne che guidava la Fiat Punto non ha saputo fornire una spiegazione ai carabinieri. Non ricorda nulla di quello che è accaduto su quella maledetta strada. I dottori pensano che lo shock in qualche modo le abbia annebbiato la memoria, è comprensibile. Entrambi i conducenti delle vetture sono stati sottoposti ai test per verificare se avessero assunto alcool o droga. Per entrambi l’esito è stato negativo. Difficile dire in questo momento quali siano state le cause del terribile incidente e ne tanto meno le responsabilità. Gli investigatori sono a lavoro e nulla sarà lasciato al caso. Un compito arduo ora che la rabbia si mescola al dolore. I funerali dei tre ragazzi si sono svolti domenica scorsa in tre chiese differenti, ciascuno nella sua parrocchia di appartenenza. Giulia era la più piccola, 17 anni, per lei i funerali si sono svolti nella chiesa Madre a San Pietro Vernotico. Giulia era bellissima, frequentava l’Alberghiero di Brindisi, amava la danza ed era incline al sorriso. Sulla sua bacheca facebook, qualche tempo aveva scritto: “La vita è questa, nulla è facile e niente è impossibile”. Quella parola”impossibile” hanno continuato a ripeterla all’infinito la sua famiglia e i suoi amici che l’hanno accompagnata nel suo ultimo viaggio. Gli amici l’hanno salutata con una nuvola di cuori bianchi e un unico cuore rosso con impresso il nome di Giulia. Al termine del funerale il papà di Giulia si è rivolto a tutti i ragazzi che in quel momento erano presenti : “Noi genitori di figli morti sulla strada vi diciamo: giovani per favore ascoltateci”. Un ultimo accorato appello dettato da quell’amore che solo un genitore può avere verso il figlio.

Disperazione e incredulità ha accompagnato la bara bianca di Sarah nella chiesa della Santissima Addolorata di Tuturano. Sarah, 18 anni appena e una vita tutta da vivere. Sarah frequentava l’istituto Morvillo Falcone di Brindisi, la sua scomparsa in qualche modo è stata avvicinata alla morte di Melissa Bassi. Sulla sua bacheca facebook, una amica le ha scritto: “Anche tu un piccolo angelo come Melissa….Brillate insieme alle altre stelle”.
Aveva terminato gli studi ed aveva preso la maturità, presso l’istituto Giorgi di Brindisi, lo scorso anno Davide Cazzato, 19 anni, Leo, Leoncino come lo chiamavano gli amici per quel suo tatuaggio con il leone sul dorso della mano. Davide era una ragazzo semplice e solare, aveva una infinità di amici. Davide amava lo sport, era stato un atleta e sino al 2017 aveva militato nel Brindisi Calcio. A lui la società ha dedicato un lungo pensiero. “Nel terribile incidente stradale, avvenuto questa notte sulla stradale provinciale di San Pietro Vernotico, nei pressi di Cellino San Marco, è venuto a mancare Davide Cazzato. Brindisino, classe 1999, centrocampista dai piedi buoni, cresciuto nelle nostre giovanili, ne ha fatto parte fino al 2017, successivamente per sua scelta, nonostante la società fece di tutto per trattenerlo, volle fare esperienza in Prima Categoria con il San Pietro Vernotico. Davide, era un ragazzo solare, sempre con il sorriso sulle labbra e con la battuta pronta- scrive- La società SSD Brindisi FC amareggiata per la triste notizia, si stringe al dolore della famiglia Cazzaro, dando loro le più sentite condoglianze. Nello stesso incidente, purtroppo, sono morte altre due giovani ragazze, Sara Pierri di 18 anni e Giulia Capone di 17. La società SSD Brindisi FC è vicina al grande dolore che ha colpito le famiglie Pierri e Capone. Anche a loro sentite condoglianze”.
Davide era cresciuto al quartiere Sant’Angelo, un quartiere un po’ particolare ma lui, bravo ragazzo, con una famiglia sana alle spalle, per strada non c’era mai. “Lo conoscevo sin da quando era bambino -racconta una sua vicina di casa- era un ragazzo ed educato. In giro lo si vedeva poco. La sua famiglia non l’ha mai mollato e lo ha sempre sostenuto”.

Davide, Sarah, Giulia, Giuseppe e Francesco avevano ancora una vita davanti, tanti sogni da realizzare e tanto ancora da conoscere. Qualcuno dirà che è destino, qualcun altro invece che il destino te lo crei da te. Oggi le parole però contano poco e per queste famiglie dal cuore spezzato ancor meno, una cosa però il papà di Giulia nel suo immenso dolore è riuscito ancora a dire: “Ragazzi, amate la vostra vita”.