“Un passo nel vuoto, il paiolato che cede sul piano di calpestio logoro e vetusto”. Inizia così la cruda denuncia di Luciano Manna, attivista di VeraLeaks, che ha diffuso un’immagine indicata come il punto esatto in cui ieri ha perso la vita Loris Costantino, l’operaio 36enne della ditta Gea Power.
La ricostruzione fornita dall’attivista aggiunge dettagli agghiaccianti alla dinamica dell’incidente avvenuto nell’area agglomerato dello stabilimento siderurgico: Loris sarebbe precipitato per oltre dieci metri mentre era impegnato nella pulizia di un nastro trasportatore (linea E), tradito dalla fragilità delle strutture metalliche su cui camminava.
“Lavori con pale e carriole in un impianto antico”
Secondo quanto dichiarato da Manna, la tragedia è figlia di condizioni di lavoro che definisce anacronistiche e pericolose. L’attivista sottolinea come il materiale finissimo (il cosiddetto “omogeneizzato” destinato agli altoforni) che cade dai nastri e dai rulli debba essere recuperato manualmente dagli operai delle ditte dell’indotto.
“Viene, nel vero senso della parola, spalato e recuperato con pale, scopettoni e carriole per essere reintrodotto nel ciclo produttivo”, afferma Manna, precisando che segnalazioni fotografiche su questi accumuli di polveri erano già state depositate in Procura anni fa.
Domani la mobilitazione: silenzio e giustizia
La morte di Loris Costantino non resterà un numero nelle statistiche. Per la giornata di domani è stata annunciata un’importante iniziativa legale e civile:
La denuncia: Sarà depositato un esposto penale che riguarda sia l’incidente mortale, sia i recenti “eventi emissivi” che hanno coinvolto gli altoforni Afo2 e Afo4 nel mese di febbraio.
Il raduno: Cittadini e associazioni si ritroveranno alle ore 10:00 sotto Palazzo di Città.
La marcia silenziosa: Il corteo si muoverà verso la Procura della Repubblica per chiedere di individuare e processare i responsabili. L’unica indicazione per i partecipanti è il rigoroso silenzio, in segno di rispetto per l’ennesimo lutto che colpisce la comunità operaia tarantina.
Il quadro investigativo
Mentre la città si prepara a manifestare, l’area della tragedia rimane sotto sequestro. Gli inquirenti dovranno accertare se la manutenzione di quei camminamenti fosse adeguata o se, come denunciato dai movimenti civici, la “vetustà” degli impianti fosse un rischio noto e sottovalutato. Loris Costantino lascia un vuoto incolmabile, riaccendendo un dibattito mai sopito sulla compatibilità tra produzione industriale e sicurezza vitale.