Sciopero, cortei e blocchi stradali a Taranto per il futuro dell’ex Ilva. Dalle prime ore di lunedì 12 ottobre i lavoratori di Acciaierie d’Italia, dell’Ilva in amministrazione straordinaria e delle imprese dell’indotto hanno incrociato le braccia, aderendo alla mobilitazione nazionale proclamata da Fim, Fiom, Uilm e Usb.
Dopo un’assemblea davanti alla direzione dello stabilimento, gli operai hanno occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. La protesta si è poi estesa ad altre arterie e agli accessi dell’area industriale. I sindacati hanno annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione fino all’arrivo di risposte dal Governo.
La produzione è ferma e gli impianti dell’area a caldo sono mantenuti in condizioni di attesa. Il 20 ottobre è previsto il pronunciamento della Cassazione sulla vicenda giudiziaria relativa alla chiusura degli impianti.
Le organizzazioni sindacali considerano insufficiente il ricorso alla cassa integrazione e chiedono un piano industriale che definisca tempi, investimenti e tutela dell’occupazione.
Il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha espresso solidarietà ai lavoratori, chiedendo certezze sulla decarbonizzazione e sulla prosecuzione delle lavorazioni a freddo. Il timore è che alla fermata della produzione segua una crisi occupazionale senza un percorso di reindustrializzazione definito.