La Corte di Appello di Bari ha assolto tutti gli imputati nel processo sulla presunta frode delle mascherine durante il lockdown del 2020, stabilendo che “il fatto non sussiste”.
I giudici hanno accolto l’appello dei due imputati condannati in primo grado e hanno disposto il dissequestro e la restituzione di beni per un valore complessivo di circa un milione di euro. È stato inoltre rigettato l’appello della Procura contro le tre assoluzioni già pronunciate in primo grado.
Nel procedimento erano imputati gli imprenditori Gaetano e Vito Davide Canosino, legali rappresentanti delle società 3MC e Penta srl, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Angelo Loizzi. In primo grado erano stati condannati a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, per manovre speculative su merci in relazione ai rincari — fino al 4000% — applicati alle Asl pugliesi per la fornitura di mascherine Ffp2 e Ffp3 durante il lockdown.
Imputati anche Elio Rubino (Aesse Hospital srl, difeso dall’avvocato Fabio De Feo), Romario Matteo Fumagalli (Sterimed, assistito dall’avvocato Ennio Amodio) e Massimiliano Aniello De Marco (Servizi ospedalieri, difeso dall’avvocato Angelo Nanni). Per questi ultimi tre, accusati anche di tentata truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture, la Corte di Appello ha confermato le assoluzioni.