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Giochi del Mediterraneo, il ministro rassicura: “Saranno reintegrati gli 8,5 milioni mancanti”

Il Governo assicura nuove risorse per i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Il ministro per la Coesione, Tommaso Foti, ha annunciato che gli 8,5 milioni di euro sottratti al quadro finanziario dell’evento saranno recuperati. A questi fondi si aggiungerà anche un ulteriore stanziamento di 25 milioni destinato all’organizzazione della manifestazione.

La questione riguarda la riduzione di 8,5 milioni prevista dalla legge di bilancio 207/2024 e una successiva richiesta di contributo avanzata dal Comune di Taranto per interventi non compresi nell’attuale piano finanziario. Secondo Foti, gli uffici del ministero stanno completando le verifiche necessarie per individuare e definire le ulteriori somme da destinare ai Giochi.

Il problema era emerso perché, rispetto ai 275 milioni complessivi previsti dai due masterplan approvati dal Governo per finanziare 41 impianti sportivi, risultava scoperta proprio la quota di 8,5 milioni. Senza il reintegro, secondo le valutazioni della struttura commissariale guidata da Massimo Ferrarese, sarebbero rimasti a rischio diversi interventi: dal completamento della copertura dello stadio di via del Mare a Lecce alla pista di pattinaggio con parcheggio a Taranto, dal rifacimento della facciata del Municipio al riasfalto di alcune strade cittadine, fino ai lavori nella base della Marina Militare.

Foti, però, esclude il rischio di opere incompiute. Secondo il ministro, si tratta di completare la quantificazione del fabbisogno effettivo, senza alimentare allarmismi. Il rappresentante del Governo ha ricordato che l’esecutivo Draghi aveva stanziato 150 milioni per le infrastrutture dei Giochi, mentre il Governo Meloni ha aggiunto altri 125 milioni per la stessa finalità. Le due assegnazioni risalgono rispettivamente a un decreto legge del gennaio 2022, a valere sul Fondo sviluppo e coesione, e alla legge di bilancio per il 2024, con riferimento anche al bilancio pluriennale 2024-2026.

Sul fronte organizzativo, Foti ha inoltre evidenziato che il Governo Meloni ha già previsto 50 milioni: 25 milioni con il decreto legge 19 ottobre 2024, n. 155, e altri 25 milioni con il decreto legge 30 giugno 2025, n. 96. A breve, ha aggiunto, l’importo sarà incrementato con ulteriori 25 milioni. Il ministro ha anche precisato che, al 15 aprile 2026, la spesa rendicontata per i Giochi ammonta a 123,8 milioni di euro.

A sollevare il tema dei fondi mancanti con Foti è stato Dario Iaia, deputato tarantino di Fratelli d’Italia. Il dossier dei Giochi è seguito dal ministro per la Coesione insieme al ministro dello Sport, Andrea Abodi. Una delle ipotesi in campo è un intervento diretto del Governo, anche attraverso un emendamento da inserire in uno dei provvedimenti di prossima approvazione.

Un’altra strada potrebbe passare dal Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, coordinato dallo stesso Iaia su delega di Foti. Nel Cis risultano presenti progetti fermi da tempo, con risorse ancora non utilizzate. L’idea sarebbe verificare se sia possibile recuperare fondi da interventi bloccati o difficilmente realizzabili, per riassegnarli ad alcune opere collegate ai Giochi.

In questo caso, tuttavia, le somme non potrebbero essere trasferite direttamente al commissario Ferrarese, che non rientra tra i soggetti attuatori del Cis. Dovrebbero invece arrivare al Comune di Taranto, che fa parte del Contratto istituzionale di sviluppo. In questo modo Palazzo di Città potrebbe occuparsi del rifacimento delle strade, della facciata del Municipio e del completamento del pattinodromo con relativo parcheggio nel rione Salinella. Resterebbero però fuori il completamento della copertura dello stadio di Lecce e i lavori nella base della Marina Militare, per i quali servirebbe comunque un’altra soluzione.

Gli 8,5 milioni decurtati dal Mef sono collegati anche agli 8 milioni residui derivanti dai ribassi d’asta delle opere già appaltate. Tra economie della struttura commissariale e ribassi di gara, il commissario ha accumulato oltre venti milioni di euro, in larga parte già riallocati su migliorie, ampliamenti e compensazioni legate all’aumento dei costi dei materiali da costruzione.

A febbraio, Ferrarese ha chiesto al Governo di utilizzare una parte della quota residua, pari a 3,5 milioni, presentando un terzo masterplan. In questo nuovo quadro rientrano anche gli interventi nella base della Marina Militare, tra cui la ristrutturazione di una mensa e la climatizzazione delle camerate. Si tratta di lavori considerati funzionali all’hospitality, poiché la Marina metterà a disposizione le banchine di Chiapparo per l’ormeggio delle due navi destinate a ospitare i circa 4.500 atleti attesi ai Giochi.

Per evitare che gli interventi nella base navale restino fermi, si valuta anche la possibilità di reperire il milione e mezzo necessario dal plafond del Comitato organizzatore dei Giochi, presieduto dallo stesso Ferrarese. Le risorse potrebbero arrivare dai risparmi ottenuti sul contratto della seconda nave per gli atleti. Rispetto ai 13 milioni inizialmente previsti, le trattative concluse avrebbero infatti generato un risparmio significativo.