All’apertura dei cancelli, ieri mattina, a Manduria, i custodi hanno trovato un cimitero devastato. Nella notte tra l’altro ieri e ieri qualcuno è entrato nell’area e ha messo a soqquadro la parte più recente del camposanto: lapidi divelte, marmi di copertura spaccati, fiori e arredi funerari gettati a terra. Non un semplice vandalismo, ma un’azione mirata, condotta con freddezza.
Il bersaglio, infatti, non erano i marmi in sé, ma ciò che poteva essere strappato e rivenduto: portafiori, cornici, fregi e altre decorazioni in rame e ottone. Metalli dal valore non elevato, ma sufficienti ad alimentare il mercato nero, con un danno che va ben oltre l’aspetto economico per la ferita inferta alle famiglie. Una prima ricognizione parla di almeno una ventina di tombe, tutte del tipo “a pozzo”, prese di mira in sequenza.
Il bilancio, però, è ancora provvisorio. La società “La Lucente”, che gestisce i servizi cimiteriali per conto del Comune, sta completando il censimento: è possibile che le sepolture danneggiate siano più di quelle finora conteggiate. Anche la dinamica dell’accesso è al vaglio, ma l’ipotesi principale è che i ladri abbiano scavalcato l’ingresso secondario, quello che affaccia sulla strada per la frazione di Uggiano Montefusco. Non si esclude che per superare il muro di cinta siano stati utilizzati bidoni dei rifiuti collocati all’esterno: uno è stato trovato rovesciato, con spazzatura sparsa, dettaglio che ha insospettito per primo i custodi.
L’equivoco iniziale — vento o bravata — è durato pochi minuti. Poi, davanti a tombe profanate e arredi mancanti, è apparso chiaro che si trattava di un furto organizzato. I responsabili della gestione cimiteriale hanno avvisato gli uffici comunali; fino a ieri, però, non risultava ancora l’attivazione delle forze dell’ordine per l’avvio immediato degli accertamenti.
Il caso, peraltro, non sarebbe isolato. Nei giorni scorsi episodi simili sono stati segnalati nei cimiteri di Oria e Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, e anche in altri comuni limitrofi. Una sequenza ravvicinata che rafforza l’ipotesi di una stessa banda specializzata nel traffico illecito di metalli.
Ieri, tra i cittadini arrivati per una visita ai propri cari, si è diffusa un’indignazione profonda. Dolore e rabbia soprattutto tra chi ha trovato la sepoltura di famiglia violata e danneggiata, con lastre rotte e decorazioni strappate. Da qui, l’ennesima richiesta: più controlli, più sicurezza, e una rete di videosorveglianza estesa anche al cimitero, perché un luogo di memoria e rispetto non resti esposto alla barbarie di chi non riconosce alcun limite.
FOTO LA VOCE DI MANDURIA