A distanza di oltre un secolo dal suo conferimento, il Comune di Parabita ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La decisione è stata approvata dal Consiglio comunale nel corso della seduta di ieri, su proposta del sindaco Stefano Prete, mettendo fine a un riconoscimento risalente al 21 maggio 1924.
Il provvedimento non è stato condiviso da tutto il Consiglio. Il gruppo di opposizione Persone e Progresso ha votato contro, sostenendo che si tratti di un’iniziativa dal valore esclusivamente simbolico e priva di ricadute concrete per la comunità, che oggi avrebbe priorità ben diverse.
La vicenda è riemersa grazie alle ricerche dello storico Daniele Greco, che ha rinvenuto negli archivi comunali la delibera con cui, nel pieno del consenso al regime fascista, venne conferita la cittadinanza onoraria al futuro dittatore. Un documento caratterizzato da toni celebrativi che ha spinto l’amministrazione a proporne la cancellazione formale.
«È possibile che nel 2026 Benito Mussolini risulti ancora cittadino onorario di Parabita?», ha dichiarato il sindaco Stefano Prete durante il dibattito in aula. Secondo il primo cittadino, non esiste alcuna ragione per mantenere un legame simbolico tra la città e una delle figure più controverse della storia italiana. Prete ha inoltre precisato che la scelta non nasce dalla volontà di alimentare polemiche politiche contemporanee, ma dall’esigenza di riaffermare con chiarezza i valori democratici e istituzionali della comunità, ricordando come analoghe revoche siano già state deliberate in numerosi Comuni italiani.
Di diverso avviso la consigliera di minoranza Giovanna Cataldi, che ha ribadito come nessuno metta in discussione la condanna del fascismo e il riconoscimento dei valori antifascisti sanciti dalla Costituzione. A suo giudizio, però, la revoca rappresenta un gesto simbolico destinato più a creare visibilità politica che a risolvere i problemi concreti della città. «La democrazia si costruisce ogni giorno con le azioni e l’esempio, non con iniziative rivolte al passato», ha affermato durante il confronto consiliare.
Nei giorni precedenti il Comune aveva inoltre promosso il rientro a Parabita delle spoglie di Renato Leopizzi, giornalista e scrittore antifascista nato nel paese salentino nel 1905. Conosciuto con lo pseudonimo di “Elio Salentino”, Leopizzi pubblicò in Francia articoli contro il regime fascista e, dopo il rientro in Italia, fu arrestato e condannato nel 1928 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. I suoi resti riposano ora nel cimitero del paese natale, in un’iniziativa che l’amministrazione ha voluto affiancare alla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini.