Il caldo eccezionale che da giorni interessa la Puglia comincia a produrre conseguenze pesanti anche sulla mitilicoltura tarantina. Nel Primo Seno del Mar Piccolo vengono segnalati fenomeni di mortalità del novellame, cioè il seme necessario per la futura produzione delle cozze.
A lanciare l’allarme sono le principali organizzazioni agricole, della pesca, della cooperazione e sindacali del territorio. Il timore è che la perdita del seme possa compromettere non soltanto la produzione attuale, ma anche quella della prossima stagione.
Le associazioni chiedono alla Regione, al Comune, alla Asl, all’Arpa, al Cnr e alla Capitaneria di porto di avviare immediatamente un monitoraggio straordinario del Mar Piccolo per rilevare temperatura dell’acqua, ossigenazione e dimensioni reali della mortalità.
Il settore arriva a questa nuova emergenza dopo anni già difficili, segnati da problemi ambientali, limitazioni sanitarie, spostamento degli impianti e questioni relative alle concessioni.
Anche nel 2024 le elevate temperature del mare avevano causato perdite molto consistenti.
L’allarme del 2026 riguarda però soprattutto il futuro: senza sufficiente novellame, la produzione potrebbe trovarsi senza la materia prima necessaria al nuovo ciclo. «Difendere oggi il seme significa difendere la produzione di domani», è il messaggio delle organizzazioni.