Truffa alle assicurazioni, perquisizioni ad avvocati e medici: 65 indagati

Una vera e propria organizzazione strutturata, con a capo un avvocato brindisino e supportata da un medico del pronto soccorso, un tecnico radiologo e un funzionario dell’Inail: il tutto per truffare in maniera scientifica le compagnie assicurative con falsi incidenti stradali. Sono 65 le persone indagate dalla procura di Brindisi che nella mattinata di martedì 6 dicembre ha disposto una serie di perquisizioni effettuate dai carabinieri: i militari hanno acquisito documentazione negli studi e nelle abitazioni di due avvocati e poi negli ospedali e nelle cliniche in cui operano i professionisti coinvolti. Incluso il pronto soccorso dell’ospedale Perrino.
Al vertice dell’associazione per delinquere, nell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Antonio Negro e dal sostituto procuratore Luca Miceli, c’è un avvocato brindisino che avrebbe avuto il compito di organizzare le truffe che prevedevano falsi incidenti stradali le cui conseguenze venivano poi ulteriormente sovrastimate. Suo presunto complice un altro legale brindisino.
Per mettere in scena i finti incidenti l’organizzazione avrebbe sfruttato la collaborazione di un medico del pronto soccorso che indicava i suoi turni di lavoro nei fine settimana, in modo da poter refertare i finti feriti lontano dagli occhi indiscreti dei colleghi. Un tecnico supportava le diagnosi con esami strumentali falsificati. La parte finale spettava a un dipendente dell’Inail, fiduciario di numerose compagnie assicurative, che avrebbe gonfiato ulteriormente i danni.
Nel corso delle perquisizioni, con contestuale notifica dei 65 avvisi di garanzia, i carabinieri hanno sequestrato materiale cartaceo e informatico che verrà esaminato nelle prossime settimane.