Leggi tutto" />

Vigilante brindisino morto a Cortina, indagato il datore di lavoro

Sarà eseguita nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante originario di Brindisi deceduto mentre era in servizio nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno. Il pubblico ministero Claudio Fabris ha affidato l’incarico al medico legale Andrea Porzionato, docente all’Università di Pavia.
All’esame autoptico potranno presenziare i consulenti delle parti. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Francesco Dragone del foro di Lecce, hanno infatti la facoltà di nominare propri esperti, così come il legale rappresentante della società che gestiva il servizio di vigilanza nel cantiere, attualmente l’unico soggetto iscritto nel registro degli indagati. Il cantiere è destinato alle opere in vista dei Giochi Olimpici, al via tra circa 25 giorni.
L’inchiesta è incentrata sulla verifica del rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro. Tecnici dello Spesal hanno effettuato sopralluoghi nel gabbiotto utilizzato dal 55enne durante i turni, per accertarne le condizioni. La morte dell’uomo risale alla notte tra l’8 e il 9 dicembre. Tra i compiti assegnati a Zantonini figurava anche la sorveglianza e il controllo delle aree esterne del cantiere, svolti spesso in orario notturno, con temperature che potevano raggiungere i meno 15 gradi. All’interno del presidio, l’unico sistema di riscaldamento sarebbe stato una stufa elettrica.
Trasferitosi in Veneto nel settembre scorso, Zantonini era stato assunto con un contratto a tempo determinato. I familiari hanno chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto, riferendo che l’uomo aveva più volte espresso timori e proteste per le condizioni lavorative, i turni notturni particolarmente gravosi e l’assenza di adeguate misure di tutela.