Eclissi totale di Luna il 21 gennaio: ecco come poterla seguire

Un’errata convinzione vuole l’osservazione eseguibile solo mediante l’uso di un telescopio. In realtà osservazioni molto interessanti possono essere svolte anche con un semplice binocolo o addirittura a occhio nudo. Sin dalla più remota antichità, l’uomo preistorico ha sempre osservato il cielo vedendoci nelle luci notturne delle stelle le figure dei suoi miti e vi ha riconosciuto movimenti che ha scoperto essere ripetitivi. Il Sole e la Luna in particolare hanno certamente destato il maggiore interesse con la seconda che esibiva le fasi che si ripetevano ciclicamente ogni 29 giorni circa. Questo ripetersi delle fasi gettò le basi per i primi calendari con le varie lunazioni che scandivano il ripetersi delle stagioni. Certamente anche alcune attività erano regolate dal calendario, specialmente in alcune date particolari si tenevano importanti celebrazioni. Questo lo sappiamo dagli studi di archeoastronomia in importanti siti preistorici ed è così che si è appurato che le antiche genti europee conoscevano i moti celesti piuttosto bene. Ad esempio, ben prima dell’età classica, era noto che il Sole e la Luna occupassero particolari posizioni al sorgere e al tramontare sia nel corso dell’anno sia in anni diversi con una ciclicità di circa 19 anni. Tale ciclicità fu esposta formalmente dall’ateniese Metone nel 432 a.C. il quale spiegò che la Luna rioccupa la stessa posizione in cielo ogni 235 mesi lunari, vale a dire 6940 giorni. Non solo ma con lo stesso periodo si ripetevano anche le eclissi appartenenti a cicli ancora più lunghi detti Saros.

Già gli antichi avevano capito che le eclissi, sia di Sole sia di Luna, avvenivano in particolari condizioni geometriche che coinvolgevano i due corpi celesti e la Terra che sapevano essere sferica, deducendolo da semplici esperimenti che chiunque può ripetere. Forse non è un male riappropriarci idealmente di quella conoscenza dedicandoci all’osservazione di uno di quei fenomeni mediante i quali gli antichi astronomi avevano stabilito che la Terra fosse tonda giacché proiettava la sua ombra proprio sulla Luna, vale a dire nel corso delle eclissi.
La prossima occasione per assistervi dall’Italia si presenterà il 21 gennaio e sarà il primo di una serie di eventi che nel corso dell’anno andremo a illustrare.

A differenza delle eclissi di Sole, visibili in aree ben limitate a orari dipendenti dal luogo di osservazione, quelle di Luna sono fenomeni invece osservabili da un intero emisfero con tempi uguali per tutti gli osservatori, con uniche condizioni che il nostro satellite sia sopra l’orizzonte dell’osservatore e che il cielo sia sereno. Considerando il periodo dell’anno, la statistica non depone a favore del bel tempo ma vale sempre la pena provare a dare uno sguardo alla Luna che vedremo progressivamente oscurarsi e diventare sanguigna. Quella colorazione rossastra, certamente deve aver impressionato l’uomo primitivo, magari interpretandola come un terribile presagio, ma la forma della parte oscura fu anche la prova che a produrla fosse qualcosa di rotondo e che il sole si trovasse allineato e che, anzi, ne fosse la causa. La determinazione degli istanti dei vari ‘contatti’ servì a stimare con buona precisione sia le dimensioni, sia la distanza della Luna e del Sole. Se pensiamo che queste cose fossero già ben note quasi tre millenni fa, leggere le farneticazioni dei terrapiattisti, formatisi su internet e all’università della strada, deve farci seriamente riflettere sulla deriva verso il basso che sta attraversando la società contemporanea, quella che molto ottimisticamente, mezzo secolo fa, s’immaginava abitare sulle futuristiche basi spaziali con i robot a farci da maggiordomo. Il quadro che ne emerge è quello invece di un nuovo preoccupante oscurantismo incipiente, come fu il Medioevo per quell’antica conoscenza.

La prossima eclissi purtroppo occorrerà per noi in orari particolarmente comodi poiché avverrà nella seconda parte della notte con la fase totale prima dell’alba. Una Luna rossa vale sempre un’alzata presto o una notte in bianco come fanno abitualmente gli appassionati di astronomia. La fase di penombra inizierà alle 3:36 però l’attenuazione luminosa non è facilmente registrabile dai meno esperti, almeno sino a una ventina di minuti prima dell’inizio del primo contatto dell’ombra che avverrà alle 4:34. Da quel momento la Luna andrà progressivamente oscurandosi assumendo nella parte in ombra la tipica colorazione rossastra. La totalità inizierà alle 5:41 con il massimo che sarà raggiunto alle 6:13 per terminare alle 6:44. Da quel momento in poi le luci dell’alba saranno sempre più presenti sino al sorgere del Sole. In quel momento vedremo i due astri opposti, cioè separati di circa 180° in cielo da orizzonte Est a quello Ovest: non accade spesso.
L’ultima eclissi totale di Luna osservata dall’Italia fu quella del 27 luglio 2018 e a esse si riferiscono le immagini ottenute dallo scrivente.

Tempi dell’eclissi totale di Luna del 21 gennaio 2019
P1 = 03h 36m: primo contatto penombra
U1 = 04h 34m: primo contatto ombra
U2 = 05h 41m: inizio fase totale
G = 06h 13m: fase massima dell’eclissi
U3 = 06h 44m: fine fase totale
U4 = 07h 52m: ultimo contatto ombra
P4 = 08h 50m: ultimo contatto penombra