Sindaco più amato d’Italia? Il vero record è l’orgoglio dei mesagnesi per la loro città | EDITORIALE

di Gianmarco Di Napoli per il7 Magazine

La percentuale di gradimento “bulgara” (95% dei consensi) registrata dal sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, nel sondaggio commissionato dal Comune per esplorare i bisogni e la soddisfazione della popolazione rispetto alla vita della città e dei servizi offerti, ha avuto una grande risonanza mediatica, complice anche la dichiarazione resa a un’agenzia di stampa nazionale dalla responsabile del sondaggio, condotto da una delle più importanti e accreditate agenzie milanesi, stupita dalla dimensione quasi senza precedenti di quel risultato. La grande diffusione su scala nazionale che la notizia ha avuto (“Matarrelli il sindaco più amato d’Italia”) è senza dubbio comprensibile visto che quel dato di gradimento è in netta controtendenza rispetto all’opinione e alle riserve che ovunque, anche nei comuni in cui la vita è tutt’altro che grama, i cittadini hanno nei confronti dei loro amministratori e del sindaco in particolare.
Ma quella che era una notizia molto appetibile per i media e per i loro titoli, ha fatto passare in secondo piano un aspetto essenziale per una lettura complessiva di quel sondaggio che va ben oltre il risultato ottenuto da Matarrelli. O meglio lo colloca in un contesto più ampio del quale esso è parte integrante ma in un’ottica di assoluta reciprocità: la ricerca condotta da Yoodata su un campione altissimo sul piano statistico di interviste (ben 508 rispetto a una popolazione di 26mila abitanti) certifica in questo momento che non ci potrebbe essere Mesagne senza Matarrelli né tantomeno Matarrelli senza Mesagne. Una simbiosi che rappresenta un unicum molto più significativo della semplice clamorosa affermazione del sindaco che non sarebbe arrivata a questi livelli, come lui stesso ha sottolineato, se i cittadini non lo avessero accompagnato in questo percorso.
Il sondaggio certifica che il 99% dei mesagnesi è soddisfatto per la qualità della vita, l’82% ritiene che negli ultimi anni essa sia migliorata. Un giudizio assolutamente trasversale a tutte le fasce socio-demografiche. Ma ci sono dati ancora più strabilianti rispetto al normale sentire comune: il 95% dei mesagnesi è soddisfatto per la pulizia delle strade e per la raccolta differenziata, il 94% per l’illuminazione stradale e il 93% per la sicurezza. Un dato quest’ultimo che meriterebbe un capitolo a parte in quella che fino a un paio di decenni addietro era considerata il quartier generale della Sacra corona unita.
C’è un altro dato che va sottolineato e che poi si lega direttamente a quello relativo al sindaco: l’87 per cento dei mesagnesi sono soddisfatti per l’operato dell’Amministrazione comunale e tra questi quasi la totalità dei giovanissimi: la Generatione Z la gradisce al 98%. Quella stessa platea di ventenni che rappresenta quasi la metà della quota di fiducia espressa poi a Matarrelli.
Al di là dei numeri, dal sondaggio emerge una novità sostanziale: i mesagnesi sono orgogliosi della loro città, non solo per come la vivono loro quotidianamente ma per come la percepiscono i turisti che affollano le sue strade e per la dimensione che ha assunto in un’ottica pugliese e nazionale: prima Capitale regionale della Cultura nel 2023, tra le top ten in Italia come Capitale nazionale della Cultura 2024.
In tutto questo è ovvio che Matarrelli, che nella prossima primavera concluderà il suo primo mandato, ha avuto un ruolo centrale. Essendo un sindaco che vive costantemente la sua città, e anche un politico navigato, ha percepito sin dal primo giorno che Mesagne aveva la necessità di una guida sul campo e non barricata negli uffici di palazzo Celestini. E i mesagnesi hanno avuto la lucidità non solo di supportare le sue scelte ma a loro volta di suggerirne delle altre, come una squadra di calcio che ha un grande goleador lì davanti ma che non farebbe tante reti se non avesse compagni di qualità negli altri ruoli e uno spogliatoio che funziona in una società solida.
Ciò che emerge realmente da quel sondaggio non è solo che il sindaco Matarrelli è il più amato dai suoi concittadini ma anche e soprattutto che Mesagne è la città italiana della quale i suoi abitanti sono più orgogliosi e felici di abitarvi. Una positività che si riverbera negli investimenti che vengono fatti (oltre 200 nuove attività commerciali e di ristorazione aperte negli ultimi quattro anni, i cui titolari spesso arrivano dai comuni vicini), nella centralità assunta nell’organizzazione di eventi culturali, nella presenza sempre più frequente della città nel portafoglio dei tour operator più importanti.
Mesagne dimostra con questi numeri di poter diventare un modello, non necessariamente tentando di scimmiottare Matarrelli o di scopiazzarne le iniziative, ma puntando sulla creazione di un legame simbiotico tra chi viene eletto e i suoi cittadini. Qualcuno, soprattutto nei piccoli comuni della provincia, sta cominciando a farlo. Altrove, capoluogo incluso, in questo momento sarebbe opportuno evitare di commissionare sondaggi.