Palazzo sulla Fontana Tancredi: esposto alla Procura firmato da “Amare Forte a Mare”

“Il Consiglio di Stato ha attestato la regolarità formale della concessione edilizia, ma non ha potuto, ovviamente, esprimersi sul merito dell’opera in questione e sull’assenza o sulla carenza di atti che vincolassero, oltre alla fontana (in possesso di un vincolo diretto), anche l’ambiente limitrofo. I lavori di scavo, peraltro, hanno portato alla luce l’imboccatura di un pozzo di epoca romana che la Soprintendenza archeologica si è limitata a disporre di tenere a vista nel piano interrato del palazzo in oggetto”: l’associazione “Amare Forte a Mare” si inserisce con decisione nella polemica per la realizzazione di un palazzo sullo storico monumento con un esposto alla Procura della Repubblica e ai Nuclei operativi per la tutela del Patrimonio dei carabinieri di Bari. “È evidente il contrasto con quanto prescritto nell’articolo 21 della L. 1089 del 1939 (è successive norme fino all’emissione del Codice dei Beni culturali), in primo luogo per quel che concerne la “godibilità” pubblica sia in riferimento al grave impatto paesaggistico del palazzo che ha tre piani fuori terra a ridosso della fontana; va anche rilevato che il pozzo di epoca romana verrebbe del tutto sottratto alla godibilità pubblica”, sottolinea l’associazione. “Con la presente, preannunciando la trasmissione di esposizioni tecnico giuridica delle argomentazioni e delle richieste in questa sede presentate, si chiede di verificare urgentemente la presenza di condizioni di pericolo sulla stessa staticità della fontana e il potenziale e grave impatto paesaggistico e di valutare l’emissione di un provvedimento urgente di sospensione dei lavori, atto che avrebbe dovuto essere disposto, in via precauzionale, dagli organi statali di controllo e tutela, anche per provvedere ad una campagna sistematica di scavo dopo il rinvenimento dell’imboccatura del pozzo. Si chiede altresì di verificare con urgenza il rispetto delle norme del vigente Piano regolatore e di quelle sovracomunali a tutela dei beni storico artistici e del paesaggio e la correttezza dell’istruttoria compiuta, dei pareri paesaggistici endoprocedimentali, degli atti di vincolo indiretto. Si chiede infine di valutare quanto comportamenti, attivi od omissivi, delle Pubbliche amministrazioni interessate possano aver consentito i lavori in corso, e di impedire danni o eventuali danni in corso possano essere portati a conseguenze ulteriori”.

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