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Porto Cesareo, nuovi scavi per il futuro Parco sommerso e costiero: archeologi al lavoro tra fondali e costa

È ripartita il 15 giugno e si concluderà il 18 luglio la nuova campagna di scavi e ricerche archeologiche promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e dal Comune di Porto Cesareo.

L’iniziativa rientra nel percorso avviato per la realizzazione del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo e punta ad arricchire il quadro delle testimonianze archeologiche presenti in questo tratto di Mediterraneo.

Per oltre un mese ricercatori, archeologi, studenti e specializzandi saranno impegnati in attività di scavo, documentazione e laboratorio, con lo studio preliminare e la schedatura dei reperti rinvenuti.

Il progetto, considerato tra i più innovativi a livello nazionale, intende integrare ricerca scientifica, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale con modelli di fruizione sostenibile e partecipata. L’obiettivo è trasformare l’eccezionale patrimonio archeologico custodito lungo la costa e sui fondali di Porto Cesareo in un’esperienza culturale accessibile, immersiva e rispettosa dell’ambiente, capace di unire conoscenza, turismo e salvaguardia del territorio.

I fondali dell’area conservano testimonianze di insediamenti umani, rotte commerciali e traffici marittimi caratterizzati da una notevole densità e varietà. Relitti, strutture sommerse, concentrazioni di materiali ceramici, ancore, anfore e altri reperti raccontano una storia che va dal II millennio avanti Cristo fino all’età tardomedievale e moderna.

Si tratta di un patrimonio che rappresenta la prosecuzione sommersa dell’antica linea di costa e che va letto in stretta connessione con le evidenze archeologiche presenti sulla terraferma.

Il progetto è stato approvato nell’ambito del bando Smart-In della Regione Puglia, dedicato alla valorizzazione delle aree archeologiche. La direzione scientifica è affidata alla professoressa Rita Auriemma, mentre la direzione dei lavori è curata dall’architetto Francesco Baratti.

La campagna di ricerca rappresenta dunque un nuovo passo verso la nascita di un parco capace di valorizzare il patrimonio sommerso di Porto Cesareo, rendendolo parte integrante di un modello di turismo culturale sostenibile e rispettoso dell’ambiente marino.