Due santi, un cocomero e le spondine della Chicco

di Gianmarco Di Napoli

La festa patronale organizzata dal commissario Santi Giuffrè e dal suo staff resterà nella storia di questa città, come la peggiore, se non la più ridicola, mai celebrata, almeno dai tempi in cui l’energia elettrica ha sostituito i lampioni a petrolio.
Il senso del ridicolo, se non l’oltraggio ai simboli di questa città, ha avuto il suo momento culminante quando sulla storica scalinata Virgiliana, sotto le colonne romane, è stata presentata la “sorpresa” che Giuffrè aveva annunciato ai giornalisti e che avrebbe dovuto in qualche modo compensare la chiusura della stessa scalinata ai brindisini: la proiezione sulle scale di alcune immagini. Tra queste, i ritratti di San Teodoro e San Lorenzo, il logo dell’Amministrazione comunale. E infine un’anguria aperta. Un cocomero proiettato insieme a due patroni e al simbolo di Brindisi: la gente è rimasta a bocca aperta, qualcuno si è sganasciato di risate, altri sono rimasti inorriditi. In tanti tacciono.
Ma non è questo l’aspetto più grave della scellerata organizzazione dei festeggiamenti. Perché la struttura di sicurezza che pomposamente era stata annunciata dal Comune, e che avrebbe dovuto tutelare i cittadini da eventuali attacchi terroristici, ne ha invece messo a rischio l’incolumità.
Le transenne che erano state create per tenere lontana la folla dalla banchina hanno portato la gente a comprimersi in alcune zone e a finire sin con i piedi a penzoloni sul mare.
Le barriere che avrebbero dovuto tenere lontani eventuali camion dei terroristi erano talmente basse e inutili che ricordavano le spondine da culla della Chicco. Ma per installarle, sono state chiuse al traffico strade che in passato erano di sfogo al traffico, creando ingorghi e difficoltà senza precedenti. In compenso, la polizia municipale ha lasciato transitare senza controllo scooter e motociclette che sono state parcheggiate lungo i corsi. Un’auto addirittura è comparsa all’improvviso sul lungomare, un’ambulanza a sirene spiegate è rimasta bloccata tra le persone perché nessuna delle vie di fuga previste era libera.
Insomma, si è rischiato molto ma non per i terroristi: per l’incapacità della macchina organizzativa e per i pericoli che, con molta presunzione, sono stati creati da chi invece doveva garantire il sereno svolgimento di un evento che per i brindisini resta il più importante dell’anno.
Se tutto ciò si fosse verificato con un sindaco eletto, torve di consiglieri indignati e giornalisti d’opposizione si sarebbero scagliati contro l’Amministrazione comunale. Invece di questi tempi regna il silenzio, che sa tanto di adulazione pre elettorale: meglio tenersi il cocomero e, all’occorrenza, sedercisi sopra.