Alberto Villani, 49 anni, di San Michele Salentino, è stato dichiarato in condizioni di morte cerebrale dopo il gesto autolesionistico compiuto domenica sera nel carcere di Bari. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari, è ricoverato in Rianimazione con un quadro clinico irreversibile.
Villani era sotto processo davanti alla Corte d’Assise di Brindisi per l’omicidio volontario della madre, Cosima D’Amato, 71 anni, trovata senza vita e completamente carbonizzata il 20 settembre di tre anni fa nell’abitazione del figlio. All’esterno dell’immobile era parcheggiata l’auto della donna.
Non si tratta del primo episodio critico: il 14 ottobre scorso, durante un’udienza preliminare, l’imputato aveva accusato un grave malore dopo aver ingerito una sostanza tossica. In seguito a quell’evento, su richiesta della difesa, il collegio giudicante aveva disposto una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere, l’idoneità a partecipare al processo e l’eventuale pericolosità sociale. L’elaborato, affidato allo psichiatra Elio Serra con il supporto della psicologa Michela Francia, è in fase di deposito e si fonda anche su colloqui svolti in carcere.
L’udienza fissata per il 10 febbraio, nella quale era atteso l’esame del perito e la programmazione delle conclusioni delle parti, rischia ora di non tenersi. Le condizioni dell’imputato potrebbero infatti interrompere definitivamente l’iter giudiziario.
Nel corso del dibattimento erano emersi elementi ritenuti rilevanti dall’accusa, tra cui il presunto ritardo nella segnalazione ai vigili del fuoco della presenza della donna nell’abitazione in fiamme e la possibile anticipazione dell’incendio di alcune ore rispetto alla chiamata al 115. In aula è stato riferito che, mentre la camera da letto risultava devastata da temperature elevatissime, altri ambienti apparivano meno compromessi; sul corpo della vittima, invece, i segni dell’esposizione al fuoco erano evidenti.