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Furti nei cimiteri del Brindisino, si pensa anche alla vigilanza privata

Turni straordinari della polizia Locale oppure affidamento della sorveglianza a istituti di vigilanza privata. Sono queste le principali ipotesi allo studio per tentare di arginare l’ondata di furti e profanazioni che, con inquietante regolarità, colpisce i cimiteri del Brindisino. Un fenomeno che non può più essere considerato episodico e che ha già spinto Comuni e forze dell’ordine a confrontarsi su un possibile coordinamento operativo.
Nelle ultime settimane, diversi camposanti sono finiti nel mirino dei ladri: gli ultimi quelli di Torre Santa Susanna e San Vito dei Normanni, passando per Tuturano, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Donaci, Villa Castelli e Oria. In tutti i casi sono state presentate denunce ai carabinieri, confluite anche al comando provinciale, dove si valuta come intervenire senza distogliere risorse dalla sicurezza dei centri abitati.
A depredare i cimiteri non sono cercatori di reperti o oggetti di pregio, ma soggetti – forse anche una banda specializzata – interessati esclusivamente a portafiori in rame o ottone da rivendere a fonderie o intermediari per pochi euro.
Tra le soluzioni prese in considerazione, l’installazione di sistemi di videosorveglianza appare la più complessa e onerosa. Non solo per i costi, ma anche perché risulterebbe impossibile controllare integralmente strutture estese, con numerosi accessi e punti vulnerabili.
Da qui l’idea di rafforzare i controlli con pattugliamenti mirati della polizia Locale o, in alternativa, con il ricorso a vigilanza privata, eventualmente condividendo le spese tra più enti. Proprio su questo fronte si lavora a un coordinamento tra i Comuni colpiti, che hanno anche interessato il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, per valutare un’azione comune.