Domani non sarà soltanto una visita istituzionale. La presenza a Taranto del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, insieme ai ministri Andrea Abodi e Tommaso Foti, al commissario straordinario Massimo Ferrarese, al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e al sindaco Piero Bitetti, rappresenta il passaggio simbolico che apre l’ultimo miglio verso i XX Giochi del Mediterraneo. Il sopralluogo interesserà il Tennis Magna Grecia, lo Stadio del Nuoto Torre d’Ayala, il PalaRicciardi e lo stadio Erasmo Iacovone, dove è prevista anche la conferenza stampa conclusiva.
Mancano poco più di tre settimane alla cerimonia inaugurale del 21 agosto e, dopo anni di ritardi, polemiche, cambi di governance e corse contro il tempo, la sensazione è che la macchina organizzativa stia finalmente entrando nella sua fase decisiva.
L’ultimo mese è stato caratterizzato da una netta accelerazione. I sopralluoghi tecnici si sono intensificati, le opere principali sono entrate nella fase delle rifiniture e molti cantieri hanno ormai lasciato spazio ai collaudi, agli allestimenti e alle verifiche degli standard internazionali richiesti dal Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo.
Il simbolo di questa trasformazione è senza dubbio il nuovo stadio Erasmo Iacovone.
Per decenni casa del calcio tarantino, oggi rappresenta il manifesto della rigenerazione urbana legata ai Giochi. Il vecchio impianto è stato completamente ripensato per ospitare la cerimonia inaugurale e le competizioni calcistiche, diventando uno degli interventi più significativi dell’intero programma infrastrutturale. Proprio qui si concluderà il sopralluogo di domani, segno della centralità che lo stadio avrà durante la manifestazione.
Accanto allo Iacovone emerge il nuovo Stadio del Nuoto Torre d’Ayala, probabilmente una delle opere architettonicamente più innovative dell’intero progetto.
L’impianto, affacciato sul Mar Grande, dispone di una piscina olimpica coperta e di una vasca scoperta, progettate secondo gli standard internazionali. Non rappresenta soltanto una struttura destinata alle gare di nuoto e pallanuoto, ma uno dei lasciti più importanti che i Giochi consegneranno alla città dopo la conclusione della manifestazione.
Anche il PalaRicciardi è ormai prossimo alla consegna definitiva.
La struttura ospiterà le gare di scherma e negli ultimi mesi è stata completamente riqualificata con nuovi spazi destinati agli atleti, agli spettatori e ai servizi tecnologici indispensabili per una manifestazione internazionale. Nelle ultime settimane le lavorazioni si sono concentrate soprattutto sulle rifiniture e sugli impianti interni.
Discorso analogo per il Tennis Magna Grecia, primo impianto che sarà visitato domani dalla delegazione istituzionale.
L’area è destinata alle competizioni tennistiche e rappresenta uno dei tasselli del nuovo sistema sportivo che rimarrà a disposizione della città anche dopo i Giochi.
Ma il lavoro svolto non riguarda soltanto Taranto.
L’organizzazione coinvolge infatti un sistema territoriale molto più ampio, con oltre trenta impianti distribuiti tra Taranto, Brindisi, Lecce e numerosi altri comuni pugliesi. Lo stadio Fanuzzi di Brindisi, gli impianti di Francavilla Fontana, Lecce, Martina Franca e delle altre sedi ospiteranno discipline diverse, trasformando l’intera Puglia in un unico grande villaggio sportivo.
Parallelamente alle opere pubbliche è cresciuta anche l’organizzazione della manifestazione.
Sono ormai definiti il calendario delle gare, il sistema di accreditamento digitale, i servizi di mobilità, la logistica delle delegazioni e il programma operativo che accompagnerà l’arrivo di migliaia di atleti, tecnici e dirigenti provenienti dai 26 Paesi del Mediterraneo. Le stime parlano di circa quattromila sportivi impegnati in oltre trenta discipline distribuite tra il 21 agosto e il 3 settembre.
La visita di domani assume quindi un valore che va oltre il semplice controllo dei cantieri.
È una verifica finale sulla capacità della Puglia di rispettare un cronoprogramma che fino a pochi mesi fa appariva estremamente complesso. La presenza contemporanea dei rappresentanti del Governo italiano, della Commissione europea, della Regione Puglia e della struttura commissariale testimonia come l’evento sia ormai considerato un banco di prova nazionale sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e sulla capacità di trasformare grandi investimenti in infrastrutture permanenti.
Per Taranto i Giochi del Mediterraneo rappresentano molto più di un appuntamento sportivo.
Sono l’occasione per mostrare un volto diverso della città, fatto di nuovi impianti, riqualificazione urbana, turismo internazionale e rilancio economico. Dopo anni in cui il dibattito pubblico si è concentrato quasi esclusivamente sulle emergenze industriali e ambientali, le prossime settimane offriranno alla città una vetrina internazionale senza precedenti.
Domani, davanti alle telecamere e ai giornalisti, il messaggio che arriverà dalla conferenza stampa dello Iacovone sarà probabilmente semplice: la lunga corsa è quasi terminata. Tra poche settimane non si parlerà più di cantieri, cronoprogrammi e collaudi, ma di gare, medaglie e di una Puglia pronta ad accogliere il Mediterraneo.