I sottoscritti Consiglieri Comunali, Giampietro Epifani (capogruppo di Udc – Area Popolare) e Antonio Muccio (capogruppo di Noi Centro Con Ferrarese), scrivono per comunicare la propria perplessità e chiedono di essere notiziati sull’operato del Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi”: si apre così la missiva indirizzata al presidente dell’Area Vasta di Brindisi e al segretario generale. Questo il testo completo della missiva
“Entrando immediatamente nel vivo della questione, si mette in evidenze che il procedimento di VIA e di autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di trattamento di fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue da insediare nella zona industriale, presentato dall’ASI, in carico al Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, è stato interessato da ben due ricorsi presso il TAR di Lecce da parte del soggetto proponente ed in entrambe i casi l’Amministrazione è stata soccombente.
Il primo ricorso, ha dell’incredibile! l’ASI, di fronte alla nota della Provincia che si dichiara non competente all’istruttoria, chiede al giudice amministrativo di sapere quale fosse l’Autorità deputata ad esprimersi sugli impatti ambientali che il progetto di realizzazione ed esercizio di un impianto di trattamento fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue civili poteva dare. In quella occasione il TAR ha sconfessato il Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, richiamandolo a svolgere iter istruttorio, atteso che per normativa regionale e statale stabiliva che l’Ente deputato ad esprimere il giudizio di compatibilità ambientale era proprio quello Provinciale. Il secondo ricorso il Consorzio ASI lo ha proposto a seguito di giudizio non favorevole in ordine alla compatibilità ambientale che il progetto presentato aveva ricevuto.
Su tale giudizio di compatibilità ambientale il TAR di Lecce si è espresso nel seguente modo: “…. È evidente l’illogicità dell’operato dell’Amministrazione, la quale in sede procedimentale non ha indicato al ricorrente – nonostante le sollecitazioni da parte di quest’ultimo – alcun accorgimento volto a conciliare le esigenze di rispetto dell’ambiente con quelle di cui il Consorzio è portatore, e tuttavia ha posto a fondamento del diniego un profilo di criticità (l’insufficiente altezza del camino per la dispersione dei fumi) che il ricorrente aveva mostrato di voler superare.
Alla luce di tali considerazioni, il ricorso è fondato. Ne consegue l’annullamento dell’atto impugnato”. Al di là del danno territoriale legato all’assenza di una infrastruttura utile all’area industriale ed alla rilevante perdita di posti di lavoro, appare evidente che questo atteggiamento della Pubblica Amministrazione abbia inciso in maniera significativa sulla decisione di Termomeccanica di investire altrove i 50 Milioni di euro finalizzati alla realizzazione del progetto. Pertanto non si riesce a giustificare la bocciatura “illogica” così come definita dal TAR di Lecce.
Difatti, dapprima il progetto viene bocciato perché si ritiene che l’Ente non sia competente in materia e, dopo, così come indicato nel dispositivo del giudice amministrativo nella sentenza n. 02043/2015 al ricorso iscritto nel Registro del TAR al n. 1315/2014, si esprime un giudizio non favorevole di compatibilità ambientale illogico. Si potrebbe pensare ad un “fumus persecutionis” verso la Presidenza dell’ASI se non si avesse conoscenza che quello appena citato non è un caso isolato. Parrebbe, a sentire molte voci, che l’atteggiamento del Servizio sia quello del no a tutto, salvo poi essere sconfessati dal TAR.
Pertanto, sarebbe utile conoscere: – quanto siano costati all’Amministrazione Provinciale i due ricorsi persi ed assolutamente inutili. Atteso che il primo era finalizzato a conoscere se l’autorità competente all’emissione del parere ambientale fosse o meno l’Amministrazione Provinciale; ed il secondo perché illogico l’operato della Struttura; – quanti ricorsi siano stati presentati a seguito di provvedimenti autorizzativi emessi dal Servizio Ambiente ed Ecologia sia nel 2014 e sia nei primi sei mesi del 2015; – quanti ricorsi siano stati persi nello stesso periodo e quanto siano costati complessivamente alla Provincia di Brindisi; – infine di fronte a tali sentenze siano sono stati presi provvedimenti di qualsiasi tipo nei confronti del responsabile”.