Da Sichelgaita ad Angela: dopo 900 anni un’altra donna al governo di Brindisi

di Gianfranco Perri

Quindi, oltre che sulla data della fondazione, anche su un altro primato Brindisi batte Roma: La capitale, dopo essere stata governata da cesari e da papi, per la prima volta nella sua storia è oggi governata da una donna, la sindaco Raggi. Brindisi invece, il suo primo governante donna l’ebbe quasi 900 anni fa e quindi, oggi, è già la seconda volta che nella sua storia è governata da una donna, la sindaco Angela Carluccio. Certo, son trascorsi quasi 900 anni, ma un primato è sempre un primato: così come, mentre Roma fu fondata solo 2769 anni fa da Romolo, Brindisi fu fondata da Ercole -o meglio Eracle, vissuto prima della guerra di Troia e quindi ancor prima di 1200 anni avanti Cristo- più di 3216 anni fa.

E chi era? Chi fu Sichelgaita, la prima donna della storia che governò Brindisi? Correvano i primi decenni del secondo millennio dalla nascita di Cristo, quando, dopo ben più di cinquecento lunghissimi e tribolatissimi anni dalla caduta dell’impero romano d’occidente cui Brindisi era appartenuta, la città finalmente ritornò a far parte di uno stato unitario: quel regno che su quasi tutto il meridione d’Italia, fu costituito dai Normanni guidati da Roberto, detto il Guiscardo.

Fu nel 1070, dopo una decina di anni di lotte che con vicende alterne ebbero Brindisi come oggetto della disputa tra i Bizantini e i Normanni, quando questi ultimi, capitanati da Roberto il Guiscardo e da suo fratello Ruggero -il quale assediò la nostra città- vinsero su Niceforo Caranteno, l’ultimo governatore bizantino rappresentante in Puglia dell’imperatore d’oriente. Roberto il Guiscardo, conquistata Brindisi, nel 1071 concesse l’amministrazione della città a Goffredo, uno dei suoi comandanti militari in quell’impresa, figlio di sua sorella Emma e già conte di Conversano, il quale poi sposò la nobile longobarda brindisina Sichelgaita ed esercitò a lungo sulla città il ruolo di governatore. Da «dominator» di Brindisi, Goffredo ne riprese e ne fomentò la ricostruzione, già incipientemente intrapresa dal bizantino Protospatario Lupo dopo gli anni di assoluto abbandono in cui era versata dall’avvento dei Longobardi e dopo l’ennesima distruzione che la città aveva subito, nell’anno 838, per opera dei Saraceni Berberi provenienti dall’Africa settentrionale, invano difesa da Sicardo, il principe longobardo di Benevento che riuscì miracolosamente a sfuggire alla morte.

Dopo la morte di Roberto il Guiscardo, sopraggiunta nel 1085, Brindisi spettò a Boemondo, uno dei suoi due figli e il conte Goffredo, divenuto vassallo di Boemondo e con l’appoggio del papato, oltre a continuare a prodigarsi con sua moglie Sichelgaita per far rinascere fisicamente Brindisi, s’impegnò anche a far ritornare a Brindisi la cattedra di San Leucio e l’arcivescovato che era stato trasferito a Oria fin dagli ultimi anni del VII secolo, proprio con l’arrivo dei Longobardi, i quali, non essendo marinai e considerandola inutile e indifendibile, preferirono razziarla e distruggerla anziché lasciarla in mano ai nemici bizantini. Goffredo, il grande restauratore di Brindisi, si mosse con intraprendenza ed accortezza, promovendo la restaurazione della città con una serie di iniziative edilizie e con esenzioni fiscali per gli abitanti che tornassero a risiedere dentro le mura. Personaggio scaltro e dal profilo camuso, Goffredo fu un valoroso condottiero e un raffinato politico. Fu anche colui che, con sempre affianco Sichelgaita, iniziò la costruzione della Cattedrale e riuscì finanche, il 9 ottobre 1089, a portare per la prima volta a Brindisi un papa, Urbano II, per farne consacrare il perimetro. Goffredo e Sichelgaita furono particolarmente legati alla Chiesa di Roma, e al potere papale ed ecclesiastico in generale.

In più occasioni fecero numerose ed importanti donazioni a varie delle chiese brindisine e predilessero i Benedettini, favorendo e potenziando i loro insediamenti a Brindisi: ne costituì l’esempio più eclatante, la ricostruzione nel 1090, specialmente curata da Sichelgaita, del complesso monastico bizantino del monastero di Santa Maria Veterana con l’adiacente chiesa, poi di San Benedetto. Goffredo morì nel 1104 e la vedova Sichelgaita divenne vassalla di Boemondo e quindi, formalmente “Signora” di Brindisi: la prima donna della storia a governare la nostra città. Il 10 ottobre 1107, Boemondo salpò da Brindisi per la Dalmazia in una nuova spedizione normanna contro i Greci dell’impero d’oriente, e questi, comandati da Isacco Contostefano, strinsero d’assedio la sguarnita Brindisi.

In quell’occasione, la risoluta e scaltra Sichelgaita, finse di essere disposta a trattative con i Greci per così dar tempo ai rinforzi normanni di giungere a Brindisi e costringere, finalmente, i Greci alla ritirata, salvando così Brindisi da una ennesima devastazione. Sichelgaita governò Brindisi fino alla sua morte, giunta verosimilmente intorno al 1110, e a lei successe nell’amministrazione della città uno dei suoi tre figli, Tancredi, il quale ottenne il titolo comitale divenendo «comes Brundusii» fino al 1132, quando la città divenne a tutti gli effetti demaniale in seguito alla sua ribellione contro il re Ruggero II. Poi, sia Tancredi che i suoi due fratelli, sparirono completamente dalla scena senza lasciare altre loro tracce.

Un po’ come la loro madre, Sichelgaita, che apparsa all’improvviso e con una incisiva presenza sul teatro della storia di Brindisi, si dileguò da essa accomiatandosi con discrezione. Una bella ed impegnativa eredità, quindi, per la nostra “neo sindaca” Angela Carluccio: avvocato, moglie e mamma di tre figli e, soprattutto, brindisina, nata e cresciuta a Brindisi. “…Brindisi, la nostra meravigliosa Brindisi, è una città benedetta dalla natura, toccata da una storia millenaria e piena di opportunità uniche che spesso si lascia sfuggire. Sento che la mia città ha diritto ad avere un’opportunità di rilancio e rinascita. Occorre uno sguardo sereno e limpido, non offuscato da interessi personalistici… Amo profondamente la nostra città e voglio mettermi a disposizione della mia città, Brindisi, e fare la mia parte…” -Angela Carluccio- Queste premesse fanno sperare, ma… alla prova la remissione dei fatti. Comunque, di certo una bella sfida. Auguri Angela. Buon lavoro e… Coraggio e buona fortuna! gianfrancoperri@gmail.com

Bibliografia: Modelli urbanistici e manifesti ideologici in età normanna a Brindisi – G. Marella, 2016 Goffredo normanno conte di Conversano e signore di Brindisi – G. Coniglio, 1976